
In risposta alla nota di Alberto Ancarani del PDL apparsa sul sito Più notizie (clicca qui per leggere la nota):
La figura di Arrigo Boldrini “Bulow” è una figura storica del contesto
ravennate.
Ravenna ha conosciuto una delle pagine più efferate della storia della seconda guerra mondiale e delle contrapposizioni tra repubblichini e nazisti verso partigiani e forze alleate. Il fronte è rimasto mesi a cavallo della nostra città ed ha visto tantissime tragedie consumarsi ad opera di rappresaglia fascista e nazista.
Le battaglie cruente delle campagne e dell’isola degli Spinaroni, le fucilazioni di massa come la tragedia di casa Baffé, di Madonna dell’Albero, del Ponte degli Allocchi… non sono che una piccola testimonianza di cosa significasse, all’epoca, non essere fascisti.
Gli alleati hanno bombardato Ravenna ripetutamente.
Ma sono riusciti ad entrare nella città senza sparare un solo colpo, nè riceverne contro, grazie a Bulow e a tutti coloro che nelle fila partigiane, sia comunisti che democristiani che repubblicani che di qualsiasi altra forza politica non repubblichina, hanno militato.
Ma c’è di più: è grazie a Bulow ed a chi, come lui, si è distinto nelle fila del CLN, che l’Italia ha potuta sedersi al tavolo dei vincitori. Al trattato di pace di Parigi. E’ grazie a Bulow ed a chi come lui ha messo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari che abbiamo potuto guardare a testa alta gli alleati e non diventare un paese perdente occupato, ma una società protagonista di se stessa.
Boldrini, Zaccagnini, il repubblicano Guerrini sono stati emblemi della nostra città. Non riconoscerne il valore è sostenere un clima di odio e non rispetto per tutti coloro che morirono o videro morire i propri cari, nella ricerca della libertà che si riconoscerà nella vittoria del referendum per la Repubblica e con la stesura della nostra Carta Costituzionale. Intesa sin dall’origine come La legge prima degli italiani alla quale tutte le altre leggi devono “ubbidire”.
Forse sarebbe meglio che Ancarani parlasse con quelle persone che hanno vissuto quegli anni e che sono ancora vive e a distanza di 70 anni ancora si svegliano con l’incubo della morte nera che fascismo e nazismo portarono anche nella nostra amata città.
Viva Bulow, viva Zaccagnini, viva Guerrini e viva la Resistenza.
Luca Puglia