Attualità, Prima Pagina, l’importanza di essere partigiani oggi

Il valore dello studio

La stampa, 5 marzo 2019 – Buongiorno di Mattia Feltri

Saremmo ancora in vita

Il primo fu monsieur Jacques de La Palice, pover’uomo. Ucciso in combattimento, fu seppellito con affettuoso epitaffio dai suoi soldati: “Ci-gît monsieur de La Palice. Si il n’était pas mort, il ferait encore envie”. Cioè: se non fosse morto, farebbe ancora invidia. E però, per questione di caratteri e di spazi, la scritta si leggeva anche così: “Si il n’était pas mort, il serait encore en vie”. Cioè: se non fosse morto, sarebbe ancora in vita. Da lì l’aggettivo lapalissiano: qualcosa di talmente ovvio da risultare ridicolo. Poi fu Massimo Catalano, raffinato jazzista, che quel gran genio di Renzo Arbore elevò a filosofo perché il talmente ovvio fosse volontariamente ridicolo. “È molto meglio innamorarsi di una bella donna, intelligente e ricca, anziché un mostro, cretino e senza un soldo”, diceva Catalano, e lì in studio e noi a casa si rideva parecchio, e da allora non si dice più lapalissiano, ma catalanata. Accidenti, ora è arrivato Sergio Mattarella (tanta solidarietà a questo presidente) il quale ieri ha dedicato qualche sforzo a spiegare che “le scelte politiche sono impegnative, complesse, non possono essere adottate in maniera approssimativa, senza approfondita preparazione e studio, per sentito dire”. Insomma, dice il presidente: prima si studia, poi si pensa, infine si decide. Mentre la sintassi attuale impone che prima si decida, poi forse si pensi, di sicuro non si studi9. Ed è ai nostri fortunati giorni – né per refuso su La Palice né per celia di Catalano, ma per disperazione di Mattarella – che il talmente ridicolo è diventato drammaticamente ovvio

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Non si può tacere di fronte al razzismo

Da Ravennatoday del 13 febbraio 2019, editor Chiara Tadini

Armati di spugne, stracci e solventi alcuni volontari si sono recati nei locali di CittAttiva – sede anche della sezione ravennate di Arcigay – per ripulire dagli imbrattamenti spuntati nella notte

Il cuore grande dei ravennati alla fine trionfa. Armati di spugne, stracci e solventi alcuni attivisti di diversa provenienza martedì sera si sono dati appuntamento fuori dai locali di CittAttiva di viale Carducci – sede anche della sezione ravennate di Arcigay – per ripulire dagli imbrattamenti spuntati nella notte su pareti e vetrate e per manifestare solidarietà. Fuori dal locale, infatti, sono comparse due svastiche blu, proprio nel punto in cui è esposta la bandiera di Arcigay. Non solo: i vandali non hanno risparmiato neanche gli splendidi murales che affacciano sui Giardini Speyer, in particolare quello che rappresenta una barca sulla quale navigano Galla Placidia, Dante Alighieri e alcuni migranti. Una grossa “X” nera, infatti, è stata tracciata sul bambino migrante posto sul fondo della barca. Continue reading Non si può tacere di fronte al razzismo

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La retata

Il Buongiorno di Mattia Feltri

La Stampa, 24/01/2019

Dal centro rifugiati di Castelnuovo di Porto, Roma. Hatice, ragazza scappata dalla Turchia per persecuzione politica, due figli, Sigo di cinque anni, Arges di quattro, frequentano la scuola materna, studiano l’italiano nel doposcuola, saranno trasferiti. Blessing, nigeriana, venticinque anni, arrivata in Italia con la tratta delle prostitute, è poi riuscita a sottrarsi agli sfruttatori, accolta a Castelnuovo, ha un figlio di sette mesi, le hanno consegnato il foglio per la revoca dell’accoglienza, sarà allontanata dal centro, senza dimora. Oussama, egiziano, ventiquattro anni, idraulico fuggito dall’Egitto perché oppositore del governo, a Natale ha vinto il premio cittadinanza attiva per l’opera prestata al Comune, sarà trasferito. Ansou Cissé, diciannove anni, senegalese, capocannoniere della squadra di calcio del paese, nella Squadra atletica vaticana, studente delle superiori, sarà trasferito. Traoré Abdoulbalah, ventisei anni, del Togo, studente delle superiori, impiegato nei lavori socialmente utili, gli hanno consegnato il foglio per la revoca dell’accoglienza, sarà allontanato dal centro, senza dimora. Pinar e Homer, coppia turca, fuggiti perché lui è curdo, rispediti a Castelnuovo dalla Svezia, due figli di cinque e due anni, il grande, Berat Ata, va in prima elementare, studia italiano nel doposcuola, saranno trasferiti. Flora Del Vivo, maestra elementare di Castelnuovo: “non ho avuto neanche la possibilità di avvicinarmi ai miei alunni per salutarli. Il saluto è fondamentale per tutti gli esseri umani, ma specialmente per i bambini”.
Come ci sentiamo adesso, un po’ più sicuri?

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Dai rettiliani a lucifero

Il Buongiorno di Mattia Feltri

La Stampa, 22/01/2019

La spiegazione è molto più semplice di quello che possiate immaginare e ve la regala Elio Lannutti, senatore dei cinque stelle che abbiamo imparato a conoscere, in passato, nel ruolo di presidente dell’Adusbef, l’associazione in difesa dei clienti delle banche. L’altro giorno ha offerto ai suoi seguaci di Twitter un articolo di Saper-Link-News da lui introdotto così: “Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale”. L’articolo racconta degli “illuminati”, o “portatori di luce”, appartenenti a tredici delle più ricche famiglie del mondo, una “Nobiltà Nera nascosta agli occhi della popolazione mondiale” il cui albero genealogico “risale alla civiltà sumero/babilonese” o forse sono “figli di una razza extraterrestre, i rettiliani”.
Loro obiettivo è “possedere le banche internazionali, il settore petrolifero” e tutto quanto produca quattrini per “creare un Nuovo Ordine Mondiale” ed “una rete di controllo totale sulle masse” per “sottomettere il mondo ad una nuova schiavitù” di modo da “affermare il loro credo, quello di Lucifero”. Il progetto è descritto nei “Protocolli dei Savi di Sion” (prima di Lannutti era considerato un farneticante testo farlocco steso nella Russia zarista e diffuso da Hitler, fra gli altri, per avviare la Shoah), spunto per “il Nuovo Testamento di Satana” che arriverà a compimento “attraverso tre Guerre Mondiali”, la Terza imminente, dopo la quale l’umanità sarà assoggettata al “loro Dio Lucifero”. Spero ora vi sia tutto più chiaro. Non sul mondo, ma su Lannutti, senatore della Repubblica.

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L’ANPI con i Sindaci che resistono costituzionalmente”: dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

È un fatto molto positivo che alcuni Sindaci, per rispetto pieno della Costituzione, abbiano deciso di sospendere l’attuazione di quelle parti della legge sicurezza e immigrazione inerenti l’attività dei Comuni.

Lo ha fatto per primo meritoriamente il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ed altri sindaci, altrettanto meritoriamente, stanno seguendo la sua strada.

L’articolo 13 della legge nega al richiedente asilo in possesso del permesso di soggiorno la possibilità di iscriversi all’anagrafe e quindi di avere la residenza, impedendogli di conseguenza di usufruire di qualsiasi servizio, a cominciare dall’assistenza sanitaria.

Migliaia e migliaia di persone, pur presenti legalmente nel nostro Paese, sono così giuridicamente cancellate.

Ciò comporterà inevitabilmente il passaggio di gran parte di costoro all’illegalità, compromettendo ogni loro speranza e la sicurezza di tutti i cittadini. La coraggiosa decisione di Orlando e di altri Sindaci di non dare attuazione a tale articolo apre così anche sul terreno istituzionale quel percorso di resistenza civile che da tempo l’ANPI aveva auspicato non contro questo Governo in quanto tale, ma contro i provvedimenti che negassero i fondamentali diritti costituzionali ribaditi dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Se c’è un contrasto fra leggi e Costituzione, occorre che venga alla luce con chiarezza affinché la Corte Costituzionale possa pronunciarsi in merito. Ci auguriamo che ciò avvenga al più presto.

Carla Nespolo
Presidente nazionale ANPI

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Corteo: “La buona politica è al servizio della Pace”

Carissimi,

lunedì 31, domani, a Ravenna, a partire da piazza del Popolo alle ore 15, un corteo si snoderà per la città e sarà in invito-anelito affinché il tema della Pace sia posto al servizio del progresso e dei cittadini. Corteo promosso dall’Arcidiocesi con il patrocinio del Comune e la collaborazione di associazioni e movimenti.

L’ANPI di Ravenna aderisce in forma ufficiale. Membri della presidenza provinciale saranno in testa al corteo (altri saranno al capanno Garibaldi, luogo di grande suggestione storica e incontro abituale delle associazioni patriottiche e combattentistiche, nonché di fratellanza con il capanno Spinaroni).

La Resistenza fu prima lotta di liberazione poi impegno politico-culturale contro la guerra. I partigiani e i patrioti  costituenti inserirono il valore della Pace nei principi fondamentali dalla Carta Costituzionale, con un invito alla politica “buona politica” affinché esperisse ogni tentativo per evitare la guerra.

Si invita alla partecipazione.

Ivano Artioli

Presidente provinciale ANPI Ravenna

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Brisighella, vandalismo contro la lapide che ricorda l’eccidio nazi-fascista di Santo Stefano di Zerfognano alla vigilia della commemorazione

 

Ancora un atto vandalico contro le lapidi che ricordano gli eccidi nazi-fascisti.

Questa volta è accaduto a Zattaglia, nel Comune di Brisighella, tra domenica 9 e lunedì 10 settembre, alla vigilia della commemorazione del 74esimo anniversario della strage di Santo Stefano di Zerfognano, prevista per sabato 22 settembre.

Ignoti hanno preso di mira la lapide posta sulla facciata del locale cimitero, l’hanno colpita forse con un martello e parzialmente distrutta, come si vede nelle foto, asportandone alcuni frammenti.

Una testimone aveva visto la lapide intatta nel pomeriggio di domenica e al pomeriggio del lunedì l’ha trovata a pezzi. L’A.N.P.I. di Brisighella, che ha denunciato l’accaduto, parla di “vandalismo alimentato dal clima di odio, rimozione della memoria e della storia che sta caratterizzando questo periodo” e ricorda che negli ultimi tempi ci sono stati diversi episodi simili in Italia e anche nella nostra provincia.

Nell’eccidio di Santo Stefano furono fucilate cinque persone: Domenico Bellini, Paolo Conti, Mario Gonelli, Silvio Mordini e Domenico Zauli. L’episodio avvenne il 25 settembre 1944. In seguito al alcuni scontri tra gruppi partigiani e tedeschi, la Brigata Nera faentina organizzò insieme ai soldati delle SS un rastrellamento nella zona che portò alla cattura e alla fucilazione dei cinque, tra partigiani e civili.

La risposta migliore è essere presenti in massa il 22 settembre al cimitero di Zerfognano. Ricordare le vittime innocenti della follia nazifascista e dimostrare che la nostra comunità è altra cosa.

Nelle foto: la lapide prima e dopo il danneggiamento e la locandina per il 74° anniversario dell’eccidio.

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I muri si possono abbattere e i ponti ricostruire

I ponti sono manufatti, strutture architettoniche, opere ingegneristiche che servono agli uomini per attraversare un corso d’acqua, un tratto di mare, un profondo avvallamento del terreno.

I ponti, proprio per via della loro funzione principale, sono anche un simbolo: rappresentano la possibilità di comunicare con coloro i quali stanno dall’altra parte, sull’altra sponda. Simboleggiano la possibilità e la volontà di contatto fra chi vive situazioni diverse, a volte opposte. Contrastanti, perfino.

I Romani, maestri nell’attribuire ai termini linguistici particolari e specifici significati, attribuirono alla carica sacerdotale l’appellativo di “pontifex” (costruttore di ponti) e di “pontifex maximus” al più alto grado sacerdotale, volendo significare che a colui il quale rivestiva tali funzioni era riconosciuta un’importanza spirituale tanto grande quanto quella materiale di un ponte che permette la comunicazione ed il contato fra luoghi altrimenti irraggiungibili.

La religione cattolica, in seguito, s’impadronì di tale termine, attribuendolo addirittura al suo capo supremo, il papa. Il papa, quindi, è colui che favorisce il contatto spirituale tra la divinità e il mondo terreno e che rappresenta un ponte, una possibilità di interrelazione tra le svariate culture ed anche, soprattutto in epoca moderna, tra le diverse religioni.

Quando si inaugura l’apertura di un ponte è sempre una festa; un avvenimento di grande importanza viaria e culturale. Solitamente alla cerimonia intervengono le più alte cariche istituzionali.

E quando un ponte crolla? Continue reading I muri si possono abbattere e i ponti ricostruire

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