Attualità, Prima Pagina, l’importanza di essere partigiani oggi

Gli stranieri schedati in nome dell’odio

Di Gad Lerner, la Repubblica

Nel 2006 aveva festeggiato l’addio al celibato indossando una divisa nazista, ma naturalmente poi si è giustificato: “era solo una goliardata”. Nel frattempo, Galeazzo Bignami ha fatto carriera, eletto alla Camera nel partito di Giorgia Meloni. Colei che ha chiamato “usuraio” George Soros, ma, naturalmente, “guai a chi mi accusa di antisemitismo”. E così, nei gironi scorsi, l’onorevole Bignami, accompagnato dal camerata consigliere comunale Marco Lisei, si è esibito in diretta Facebook in un’ispezione alle case popolari della Bolognina, allo scopo di leggere con tono schifato i cognomi stranieri che compaiono su alcuni citofoni. La privacy sarebbe un problema? Risolto con un tonante “chi se ne frega”. Tanto i cognomi italiani Bignami mica li citava e, quando ne indicava uno, lo compativa: “circondato!”. Come a dire: poveretto, costretto a vivere tra gli appestati. Continue reading Gli stranieri schedati in nome dell’odio

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Chi si stupisce del fascioleghismo

di Paolo Berizzi, La Repubblica, 27 ottobre 2019

L’effetto CasaPound che scuote il centrodestra liberale nella desistenza al sovranismo di Salvini sta alla politica come un fulmine a cielo peturbato sta alla meteorologia: lo registri. Ma poi ti chiedi: perché stupirsi? Di cosa? E come mai, nel caso specifico, solo ora?

Anzitutto: la piazza nero-verde non è un inedito, è un remake, e dunque una conferma – l’ennesima – del feeling ormai osmotico tra la Lega ed i gruppi neofascisti.

Ma soprattutto: dov’erano gli antifascisti di Forza Italia, la resistente Carfagna e (pochi) altri, quando, nel 2015, l’alleato Salvini scendeva in piazza contro gli immigrati con l’ultradestra dei saluti romani? Era o non era lo stesso centrodestra unito – Lega, FI e FdI – che a maggio dello stesso anno eleggeva Zaia in Veneto e Toti in Liguria?

La politica, si sa, è opportunità e tempismo. Solo così si può spiegare la torsione con cui Silvio Berlusconi – il primo sdoganatore ufficiale dei post fascisti (“Lega e fascisti in parlamento grazie a noi”) – ha infine deciso di presenziare oggi all’adunata sovranista di piazza San Giovanni (Lega più FdI, più “Cambiamo” di Toti, più CasaPound, più Forza Nuova più altri ed eventuali. Nonostante il coraggioso altolà di Mara Carfagna.

È chiaro che questa giostra, più che ai camerati, gira intorno a Salvini. Perché finché si stava all’adesione di CasaPound alla manifestazione – ampliamente prevedibile visto l’asse col Capitano, rinsaldato dopo le elezioni europee – eravamo nell’ambito del quasi-scontato. Ad alzare l’asticella è stata la replica alle polemiche del capo leghista. Parlando di “piazza aperta a tutti gli italiani di buona volontà” l’ex ministro e leader del centrodestra sdogana ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, i “fascisti del terzo millennio”, i suoi amici pregiudicati, ex alleati, e con loro, dunque, la galassia delle camicie nere salite sul nuovo Carroccio nazionalista. Chi si stupisce di piazza San Giovanni si è perso cinque anni di fascioleghismo filo-russo. Cinque anni di slogan in comune (“Prima gli italiani”), cene, libri, giubbini identitari, stadi, ronde, sedi occupate e mai uno sfratto.

Chiedere a Salvini di mollare i fascisti è uno sforzo inutile.

Non lo può fare. Per tre motivi.

Primo: li ha risvegliati lui a suon di “me ne frego”, “io non mollo” e una lunga serie di assist. Sarebbe innaturale li spegnesse adesso che è all’opposizione.

Secondo: gli fanno molto comodo. Sono la cerniera con un elettore che è molto più largo delle briciole di CasaPound e Forza Nuova (aspirate dalla Lega) e che abbraccia dei mondi che il Capitano in questi anni ha oliato e massaggiato esponendosi a critiche e figuracce. Non soltanto le curve degli stadi – decine di migliaia di voti – ma pure la pancia grigio-nera del Paese, quell’Italia carsica che non smette di subire il fascino di un nemmeno troppo velato cesarismo (“datemi i pieni poteri”).

Terzo motivo. Con CasaPound in particolare c’è un patto sottotraccia che non si è mai sciolto e che ha ancora una rappresentazione plastica nelle tavolate dove Salvini era l’ospite d’onore dei fascisti, osannato insieme al fidato braccio destro Raffaele Volpi, oggi presidente del Copasir.

“La Lega ha sempre tenuto i rapporti con la destra estrema. Ecco perché il suo leader non può permettersi di romperli.”

In Lega ci sono uomini di collegamento che fanno questo lavoro: tenere vivi i contatti con l’estrema destra (da Nord a Sud). Che CasaPound sia sotto inchiesta per tentata ricostituzione del partito fascista, chi vuoi che imbarazzi.

La tartaruga nera ha scelto di non essere più un partito ed è tornata movimento.

Una svolta motivata solo dall’ultimo flop elettorale (pro-Lega), o anche dall’esigenza di sembrare meno impresentabile qualora qualcuno decidesse di farla rientrare dalla finestra, magari come costola movimentista, in appoggio esterno ad un’opposizione di destra-destra?

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Esprimiamo preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo

22 settembre 2019

Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI

L’ANPI esprime profonda preoccupazione per la recente risoluzione del Parlamento Europeo in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018. In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità.

L’ANPI si augura che al più presto giunga dal Parlamento Europeo, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, il chiaro segnale di un radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la creazione di un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti e frutto del pensiero dei confinati a Ventotene proprio dal regime fascista.

PRESIDENZA E SEGRETERIA Nazionali ANPI

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Comunicato congiunto sulla celebrazione ad Ettore Muti

ANPI-CGIL-CISL-UIL Ravenna

Celebrazione Ettore Muti

Ravenna, 10 agosto 2019

Per Michele De Pascale – Sindaco di Ravenna

Per Eugenio Fusignani – Vice Sindaco Ravenna

Carissimi,

la programmata manifestazione di quest’anno in ricordo di Ettore Muti, prevista in un giorno della seconda quindicina di agosto, ci preoccupa moltissimo, anche in considerazione del clima nazionale sempre più propenso a riproporre il fascismo quale modello per il governo del Paese.

Com’è noto la nostra città ha dato i natali ad Ettore Muti (1902) che fu fascista della prima ora, ras della Romagna, combattente, segretario nazionale del Fascio e tanto altro. Partecipò alla Marcia su Ravenna e poi alla Marcia su Roma dove si distinse per ben note e documentate efferatezze. In suo nome poi si formò una crudele legione fascista “La Muti” che represse patrioti e partigiani durante la Resistenza. Muti morì a Fregene il 24 agosto 1943 durante un arresto dei carabinieri in circostanze mai chiarite (c’è anche una, per nulla peregrina, tesi che porta alla nostra città).

Detto ciò qui da noi ogni anno calano fascisti vecchi e nuovi. Portano abiti di miliziani, labari, insegne del fascio e intonano canti e motti fascisti. Ravenna (che ricordo è città prima tra le città della Resistenza, è Medaglia d’Oro, ha subito stragi di civili morti per mano nazifascista ed è città Democratica e Antifascista) si sente offesa da celebrazioni che non hanno altro senso che di magnificare il fascismo e gli uomini del fascismo.

E si aggiunga poi che la famiglia di Muti ha tolto le ossa di Ettore dalla sua tomba al cimitero e le ha trasportate in luogo privatissimo che non si conosce. Una motivazione certa è che questa celebrazione ha perso il mero carattere commemorativo per diventare una manifestazione (come ben si può vedere dalle immagini di archivio delle più recenti celebrazioni) che esalta il fascismo: giovani inneggiano a un nuovo fascismo, a volte esplicito a volte con altro nome facendo così apologia.

Apologia vietata dall’articolo XII delle Disposizioni transitorie e finali della Costituzione, dalle leggi Scelba e Mancino. Mai abrogate!

Apologia che la recente risoluzione regionale dell’Emilia-Romagna ha ritenuto sia anche la diffusione di immagini di gadget fascisti.

E lo stesso comune di Ravenna con un odg dal titolo “Sulla regolamentazione e concessione di contributi, patrocini, spazi e sale pubbliche” approvato  all’unanimità il 05-06-2018 e che così recita: “non potranno in alcun modo essere rilasciati contributi, sovvenzioni, sussidi, patrocini o concessioni di suolo pubblico e di utilizzo di spazi di proprietà comunale alle organizzazioni ed associazioni che si richiamano direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia…” ha preso posizione ferma chiedendo il rispetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.  

Infine lo scorso anno la celebrazione in memoria di Ettore Muti si è svolta davanti al cimitero, vicino al “monumento al marinaio”, sulla sponda destra del Canal Candiano ed ha visto un conflitto pericoloso tra fascisti e un gruppo di contestatori. Solo il provvido e ben professionale intervento delle Forze dell’Ordine ha evitato serie conseguenze.

Carissimi,

i firmatari di questa lettera vi chiedono un intervento che eviti un’evidente violazione di legge, un’offesa ai nostri martiri e alla nostra storia, ovvero che impedisca, per quanto sia possibile, una eventuale celebrazione di Ettore Muti davanti nostro cimitero di Ravenna e nel comune di Ravenna.

Per ANPI-CGIL-CISL-UIL

Ivano Artioli, Presidente ANPI Ravenna

Costantino Ricci CGIL Ravenna

Neri Riberto UIL Ravenna

Roberto Baroncelli CISL Romagna

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Daniele Bassi, Sindaco di Massa Lombarda: “manifesto Anpi non conteneva alcuna menzogna”

Il sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi interviene sul dibattito del manifesto dell’ANPI su Salvini:

Stupisce e spaventa il fatto che la verità disturbi così tanto. Il manifesto dell’Anpi di Massa Lombarda non conteneva alcuna menzogna, si limitava a riportare dei fatti accaduti” con queste parole si apre la lettera a firma del sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi, Presidente del Comitato unitario antifascista di Massa Lombarda, in merito alle polemiche degli ultimi giorni.

“Che Salvini non sia Mussolini è chiaro a tutti. Difficile tuttavia negare che lo “stile” del Ministro degli Interni evochi a volte reminiscenze del passato che i cittadini (mi confronto quotidianamente con molti di loro e raccolgo spesso preoccupazione al proposito) possono essere indotti a considerare minacciose, come per esempio nel caso dell’esibizione dal balcone di Forlì (utilizzato in sfregio al regolamento di quel Comune, tra l’altro), da molti considerate involontariamente caricaturali”. Continue reading Daniele Bassi, Sindaco di Massa Lombarda: “manifesto Anpi non conteneva alcuna menzogna”

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Un po’ di storia

Carissime/i

ieri a Massa Lombarda la sez ANPI Sant’Agata e Massa Lombarda “Giuseppe Baffè” ha esposto questo manifesto, titolato “Un po’ di storia”, sotto i portici del Comune.

I “pieni poteri” ricordano niente più Libertà per il Legislativo, l’Esecutivo, il Giudiziario. Niente più Libertà di informazione. E non si parli più di voci diverse nella cultura, nella stampa, nella scuola, nei sindacati dei lavoratori.

La segnalazione del manifesto è arrivata a Jacopo Morrone, della Lega, segretario regionale della stessa e sottosegretario alla Giustizia, che è intervenuto pubblicamente attaccando l’ANPI.

Innanzi tutto c’è da chiedersi cosa c’entri la Giustizia, casomai sarebbe stata di pertinenza del Ministero degli Interni. Del prefetto. Mah! Forse l’onorevole Morrone è smanioso di pubblicità?

Il manifesto è stato poi tolto dai carabinieri.

Azione che ha creato stupore e indignazione nella comunità massese, chè Massa Lombarda è città antifascista per storia, relazioni civili e civiche, intraprendenza culturale. Così è per l’Amministrazione comunale. Per il Sindaco. Per l’ANPI tutta.

Carissime/i i tempi peggiorano, ma l’ANPI c’è.

Ivano Artioli, presidente provinciale ANPI Ravenna

Ravenna 18 agosto 2019

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Adesione del Coordinamento Donne ANPI alla Manifestazione Nazionale del 28 settembre 2019

Anche il Coordinamento Nazionale Donne ANPI aderisce alla manifestazione del 28 settembre a Roma per dire “No Pillon e DDL collegati”.

Saremo in piazza insieme ai Movimenti Femministi, alle Associazioni di donne, i Centri antiviolenza, i Collettivi e le Organizzazioni che l’hanno indetta, perchè convintamente contrarie a questo devastante progetto politico che annullerebbe i diritti conquistati con anni di lotte, ridefinendo i rapporti sociali in chiave illiberale e sessista.

DI SEGUITO IL TESTO DEL MANIFESTO CHE PROMUOVE LA MANIFESTAZIONE Continue reading Adesione del Coordinamento Donne ANPI alla Manifestazione Nazionale del 28 settembre 2019

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