Gli stranieri schedati in nome dell’odio

Di Gad Lerner, la Repubblica

Nel 2006 aveva festeggiato l’addio al celibato indossando una divisa nazista, ma naturalmente poi si è giustificato: “era solo una goliardata”. Nel frattempo, Galeazzo Bignami ha fatto carriera, eletto alla Camera nel partito di Giorgia Meloni. Colei che ha chiamato “usuraio” George Soros, ma, naturalmente, “guai a chi mi accusa di antisemitismo”. E così, nei gironi scorsi, l’onorevole Bignami, accompagnato dal camerata consigliere comunale Marco Lisei, si è esibito in diretta Facebook in un’ispezione alle case popolari della Bolognina, allo scopo di leggere con tono schifato i cognomi stranieri che compaiono su alcuni citofoni. La privacy sarebbe un problema? Risolto con un tonante “chi se ne frega”. Tanto i cognomi italiani Bignami mica li citava e, quando ne indicava uno, lo compativa: “circondato!”. Come a dire: poveretto, costretto a vivere tra gli appestati. Continue reading Gli stranieri schedati in nome dell’odio

Share

Un viaggio nel mondo nuovo

La rivoluzione sociale all’ombra della Guerra civile in Spagna

Oggi in Spagna domani in Italia” è un fortunato slogan, coniato da Carlo Rosselli, per lanciare il sostegno alla Repubblica spagnola messa sotto attacco da militari insorti contro il governo democratico, militari presto sostenuti dall’Italia fascista e dalla Germania nazista.

Chiunque sia appassionato di storia del Novecento conosce questa frase, coraggiosa e carica di rimandi e sa che chiamò a raccolta gli antifascisti italiani – per lo più esuli in Francia – per combattere il nemico di tutta una vita. Il clima di solidarietà internazionale e di lotta comune antifascista che caratterizzò la Guerra civile spagnola dal 1936 al 1939 non ha eguali e rappresenta un momento nodale della storia contemporanea.

 

La Spagna come luogo del possibile

Tuttavia il guardare alla Spagna come luogo del possibile da parte di molti volontari accorsi in difesa della repubblica non fu unicamente dovuto alla lotta armata. Per molti di loro divenne centrale l’esperienza sociale, quella rivoluzione che si sviluppò parallelamente – e nonostante – gli eventi bellici in corso.

Spagna nel luglio 1936: in beige i territori controllati dagli insorti, in rosa quelli della repubblica

Cara Viaggiatrice, Caro Viaggiatore,

solitamente quando si tratta questo capitolo della storia europea ci si concentra molto sull’aspetto militare del triennio spagnolo, anche per le enormi conseguenze che ebbe la vittoria del generale Franco nello scacchiere geopolitico precedente la guerra mondiale. Così facendo tuttavia si trascura il rilievo che questo paese ebbe nel portare tante donne e tanti uomini a credere e a lottare per un mondo diverso, a divenire esempio e ispirazione per molti partigiani nelle resistenze di alcuni anni dopo nei pasei occupati dall’Asse.

Gli antifascisti in Spagna certamente persero la guerra ma dimostrarono quanto fosse possibile costruire una società differente. Non a caso su questi laboratori sociali ed economici la repressione franchista si abbatté con studiata violenza e si protrasse per anni dopo la fine della guerra.
Continue reading Un viaggio nel mondo nuovo

Share