Eventi ANPI Forlì – Cesena

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea
di Forlì-Cesena – www.istorecofc.it

Newsletter n. 13/2018 

 
ISREC_FC_25_04_2015

SOMMARIO:

– I luoghi della memoria: temi e prospettive – Convegno di studi
– Il Sessantotto lungo la via Emilia – Due incontri pubblici
– 1938-2018: A ottant’anni dalle leggi razziali – Mostra didattico-documentaria
– Lavoro, identità e diritti delle donne nell’età contemporanea – Corso di formazione


I luoghi della memoria: temi e prospettive – Convegno di studi
Convegno di studi
Venerdì 7 dicembre 2018 – Rocca delle Caminate
(Forlì-Cesena)

La Rete regionale degli Istituti storici emiliano-romagnoli, il Coordinamento provinciale per i luoghi della memoria di Forlì-Cesena e la Rotta culturale europea ATRIUM, promuovono, insieme all’Istituto storico di Forlì-Cesena, un convegno dedicato a I Luoghi della Memoria: temi e prospettive.
Appuntamento a Rocca delle Caminate, venerdì 7 dicembre 2018, dalle ore 10.
Agli insegnanti sarà rilasciato attestato valido ai fini della formazione e dell’aggiornamento.

Programma
Prima sessione: 10.00-13.00

Saluti istituzionali: Massimo Mezzetti (Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna), Gian Luca Zattini (Sindaco di Meldola), Giorgio Frassineti (Sindaco di Predappio)
Presiede Luca Alessandrini (Istituto per la storia e le memorie del 900 Parri Emilia-Romagna)
– Alberto Cavaglion (Università di Firenze), Sul concetto di luogo di memoria e sulla sua evoluzione.
– Mirco Carrattieri (Istituto storico di Reggio Emilia, Museo di Montefiorino), I musei storici italiani sul Novecento: un settore in fermento.
– Carlo De Maria (Università di Bologna, Istituto storico di Forlì-Cesena), Luoghi della memoria e didattica della storia.
– Mirco Zanoni (Istituto Cervi), Note a margine di un censimento regionale sui luoghi della memoria.
– Elena Pirazzoli (ricercatrice indipendente), I luoghi della discordia. Il perpetuo presente del dissonant heritage.
– Claudio Silingardi (Istituto nazionale Ferruccio Parri), La governance dei luoghi: contrasti e tensioni.

Seconda sessione: 14.30-17.00
Presiede Carlo De Maria (Università di Bologna, Istituto storico di Forlì-Cesena)
– Ricard Conesa Sanchez (EUROM-European Observatory on Memories, University of Barcelona), Un quadro sui luoghi di memoria del Novecento in Europa.
– Fausto Ciuffi (Fondazione Villa Emma), Passato e presente nella memoria di un luogo. Tra ricerca e progettazione: il caso Nonantola. 
– Vladimiro Flamigni (Istituto storico di Forlì-Cesena), Da Tavolicci ai Percorsi della solidarietà in guerra.
– Elena Paoletti (Istituto storico di Forlì-Cesena), L’esperienza di Road Map of Freedom per far vivere i luoghi della memoria.
– Luca Alessandrini (Istituto per la storia e le memorie del 900 Parri Emilia-Romagna), Extra monasterium servientes. La nascita e la vita del Museo per la Memoria di Ustica.
– Elena Monicelli (Scuola di Pace di Monte Sole), “Se solo fosse così semplice”: sfide e opportunità di un discorso sul presente nei luoghi di memoria.

Tavola rotonda conclusiva, ore 17.00-18.00
Coordina Mario Proli (Comune di Forlì)
Partecipano: Mirco Carrattieri (Paesaggi della memoria), Pierluigi Castagnetti (Fondazione Fossoli), Davide Drei (Sindaco di Forlì), Paolo Lucchi (Sindaco di Cesena), Albertina Soliani (Istituto Cervi).
 
Scarica la locandina (PDF)
Il corso è presente sulla piattaforma SOFIA riservata agli insegnanti con identificativo n. 23183.
Informazioni: Istituto storico di Forlì-Cesena, tel. 0543.28999, mail istorecofo@gmail.com
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Carla Baroncelli, Lea Bendandi “Sultana”. Partigiana della libertà

«Io ci sto»

Quando pronuncia queste poche parole, Lea Bendandi ha ventun anni e un’infanzia grama alle spalle: Ho accettato subito, d’istin­to, ho detto: sì sì, io ci sto. Ecco, ho fatto la partigiana per essere libera.

Il nome di battaglia, Sultana, non l’ha scelto lei, ma i capi partigiani. Mai un nome, però, fu più azzeccato.
Una Sultana in bicicletta che sfreccia sugli argini dei fiumi, che sfugge ai controlli dei nazifascisti con una pistola o un rotolo di manifesti nella sporta. Una staffetta giovane e bella che fa del suo fascino un’arma per non farsi catturare e distribuire propaganda antifascista.
È una Sultana quando organizza i Gruppi di Difesa della Donna o quando diventa comandante dei GAP femminili di Russi.
È una Sultana che, da semplice staffetta partigiana, diventa presidente dell’Anpi di Russi.
Una Sultana il cui estro la porta poi a diventare stilista di moda. Bologna, Milano, Parigi. Passano trentacinque anni e la Sultana torna a casa, a Russi, per rendersi utile ancora: per parlare ai bambini delle scuole della Ines e della Candina, le mie compagne staffette che sono state ammazzate…

La storia di una donna autonoma, che non ha accettato imposizioni, che non si è lasciata intimidire. Forse quando se ne è andata, nel 2015, ha avuto un solo rammarico: Ho fatto la partigiana anche per essere libera come donna, ma ancora oggi molte donne non sono libere di decidere della propria vita…

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