ANPI Forlì / Cesena appuntamenti ottobre 2018

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea
di Forlì-Cesena – www.istorecofc.it

Newsletter n. 11/2018 

 
ISREC_FC_25_04_2015

SOMMARIO:

– Anniversario della Liberazione a Cesena con “La democrazia delle donne”
– Nazitalia. Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista, di Paolo Berizzi
– Voci femminili di riscatto: raccontare il lavoro delle donne in provincia
– Public History, didattica della storia, educazione al patrimonio
– 900 Fest (V edizione)
– Segnalazioni: conferenza di Emilio Gentile sulle leggi razziali
– Il nuovo POF per l’a.s. 2018/2019

 


Una serata a Palazzo Nadiani per l’anniversario della Liberazione di Cesena con “La democrazia delle donne”, libro di Laura Orlandini  
19 ottobre 2018 – Cesena, Contrada Dandini 5, ore 20,45

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea invita la cittadinanza a festeggiare insieme il 74° anniversario della Liberazione di Cesena con una serata conviviale dedicata a storia, memoria e musica.

Il programma, con inizio alle ore 20,45, prevede:

– Presentazione de La democrazia delle donne. I Gruppi di Difesa della Donna nella costruzione della Repubblica (1943-1945), di Laura Orlandini (Roma, BraDypUS, 2018)
Ne parlano con l’autrice Carlo De Maria (Direttore Istituto Storico) ed Eloisa Betti (Università di Bologna); saluti di Christian Castorri (Assessore alla Cultura del Comune di Cesena) e Ines Briganti (Presidente Istituto Storico); coordina Alberto Gagliardo

– A seguire musica dal vivo con Bella Ciao trio e brindisi conclusivo con vino, ciambella e biscotti offerto da CONAD Oltresavio di Casadei Renata & C.
Scarica il volantino (pdf)
 


Nazitalia. Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista, di Paolo Berizzi
19 ottobre 2018 – Forlì, Palazzo Romagnoli, via Albicini 12, ore 18

L’Istituto storico ha invitato Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, a presentare il suo Nazitalia. Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista (Baldini-Castoldi, 2018), un libro frutto di anni di inchieste sul neofascismo nell’Italia di oggi. 
Dialoga con l’autore Domenico Guzzo, condirettore dell’Istituto.

L’incontro, aperto a tutti gli interessati, è valido per l’aggiornamento degli insegnanti
Sostengono l’iniziativa: ANPI Forlì, ARCI Forlì, Fondazione Lewin, CGIL Forlì, Associazione Luciano Lama.
Con il patrocinio di ATRIUM Forlì. 
Scarica il volantino (pdf)
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Conselice: ancora sul partigiano Silvio Pasi e i conti Manzoni

Silvio Pasi (Lavezzola, 23 giugno 1911 – Conselice, 28 giugno 1962) partigiano italiano

Rispetto all’articolo apparso sul Carlino domenica scorsa, lo stesso Carlino pubblica la risposta ANPI qui di seguito

Nel merito dell’articolo a firma Renzo Rossi Via Pasi divide Conselice, pubblicato sul Resto del Carlino di domenica 23 settembre 2018 e che riguarda l’eccidio della famiglia Manzoni del luglio 1945, l’ANPI interviene

Sorprende sempre come, ancora a distanza di settant’anni da quegli eventi, si continui con superficialità e approssimazione, a sostenere una maliziosa rappresentazione dei fatti che seguirono l’eccidio della famiglia Manzoni, avvenuto nel luglio 1945, e in particolare sul processo seguente e sul ruolo del partigiano Silvio Pasi.

L’ultimo esempio lampante di tale opacità lo si trova nell’articolo firmato da Renzo Rossi “Via Pasi divide Conselice” sul Resto del Carlino di domenica 23 settembre, dove nell’esergo in grassetto sotto al titolo, a proposito del Pasi, si legge condannato in via definitiva come responsabile (nonché reo confesso)…, mentre poco più avanti nello stesso articolo troviamo Un delitto questo, mai ammesso dal Pasi... 

Di fronte a questa contraddizione va ricordato che Silvio Pasi si dichiarò sempre estraneo a quel delitto, ma fu condannato quale mandante e ispiratore dei colpevoli, sulla base di indizi debolissimi e più che discutibili, (quando per tale accusa dovrebbero darsi elementi ben più solidi) con una procedura accusatoria che meriterebbe davvero la revisione di quel processo.

In più la sera del delitto egli si trovava a Lugo, e il suo ospite confermò tale alibi, ma non bastò a convincere il giudice .

Non è una questione di poco conto affermare il contrario della verità in un sottotitolo, poi smentirla all’interno dell’articolo, che a volte non si legge per intero. Andrebbe, invece, preso in considerazione il saggio del professor Pietro Albonetti che interviene sul processo Manzoni, saggio pubblicato dall’editore Longo nel 2015 all’interno del volume “L’eredità della guerra”, presentato alla Biblioteca Classense di Ravenna e in molte altre sedi comunali.

Saggio al quale questa ANPI di Ravenna si affida “in ragion di storia”.

Presidenza ANPI provinciale Ravenna

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L’eccidio dei martiri senza nome

L’eccidio dei martiri senza nome: sabato 6 ottobre a Brisighella la presentazione dell’ultimo libro di Claudio Visani

Il 4 agosto 1944 cinque giovani prelevati dal carcere delle SS di Forlì vennero portati a Casale di Brisighella e fucilati dai tedeschi, all’imbrunire, ai margini della statale “Brisighellese”.

Fu l’epilogo della rappresaglia nazifascista per un’azione partigiana avvenuta due giorni prima. Col passare del tempo di quella strage si era persa la memoria. Non c’era un cippo, non si conoscevano i nomi dei caduti, il racconto dei fatti era approssimativo, conservato solo nei ricordi di qualche anziano del luogo.

Il libro “L’eccidio dei martiri senza nome” (Edizioni Pendragon, 141 pagine, 14 euro, nelle librerie da settembre) scritto dal giornalista Claudio Visani (brisighellese di origine e da anni residente nel bolognese, coadiuvato nelle ricerche dai volontari dell’A.N.P.I. di Brisighella), ricostruisce, dopo 74 anni, la storia vera dell’eccidio dimenticato di Casale di Brisighella, l’identità e le storie di due delle cinque vittime (un giovane di Forlì e un padre di famiglia di Prato, entrambi arrestati per strada), restituendo dignità e onore ai caduti e la memoria alle rispettive comunità. Sulla base di testimonianze e documenti inediti il libro racconta i rastrellamenti con numerosi fermi di civili e le violenze che si consumarono in quei giorni d’inizio agosto nelle valli di Casale; i cinque arresti “eccellenti”, le rese dei conti interne al Fascio e i colpi di scena che avvennero a Brisighella; l’epilogo che portò davanti al plotone di esecuzione quei cinque ignari prigionieri per caso; i processi ai fascisti protagonisti o complici dell’eccidio che si svolsero dopo la fine della guerra.

Il 5 agosto 2017 a Casale c’è stata l’inaugurazione della stele realizzata dall’artista Mirta Carroli e la prima commemorazione ufficiale di quell’eccidio dimenticato, replicata il 4 agosto di quest’anno alla presenza di molta gente: famigliari, persone del posto, autorità politiche e religiose. Ma, 74 anni dopo, tre caduti non hanno ancora un nome. L’auspicio è che con l’impegno di tutti (Associazione Nazionale Partigiani, Istituzioni Locali, Regioni, Chiesa, Fondazioni) si possa ora continuare le ricerche per arrivare a dare un’identità e una storia anche ai tre “ignoti”.

La presentazione del libro, promossa dall’A.N.P.I. sezione “Giuseppe Bartoli” e dal Comune di Brisighella, si terrà sabato 6 ottobre alle ore 16, nel Foyer del Teatro Comunale “Maria Pedrini”, in Via Naldi 2 (Palazzo comunale) a Brisighella

Dialogheranno con l’autore e con il pubblico:
la storica Dianella Gagliani e il sindaco di Brisighella, Davide Missiroli.

Seguirà il concerto promosso dal Circolo ravennate dell’Associazione Italia-Cuba, con i musicisti Evelio Tieles Ferrer (violino) e Giancarlo Peroni (pianoforte). Musiche di Mozart, Beethoven, Varotti e Debussy.


Ingresso libero. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Info: A.N.P.I. Brisighella (anpibrisighella@libero.it, Renzo Laghi 3312244164)
Claudio Visani (visani57@gmail.com, 3398248397)

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