Questa lettera merita una risposta

Codevigo.10Avendo ricevuto una richiesta di informazioni circa la polemica inerente il film “Il segreto di Italia“, riportiamo mail e risposta ufficiale dell’ANPI Provinciale Ravenna.

Mail inviata:

Buongiorno, mi chiamo ***** *****, sono un appassionato di storia originario di **** che da anni abita in provincia di Ravenna.
Giovedì 19 Marzo sono andato a Faenza a vedere il film “il segreto di Italia” perché ne avevo sentito parlare e mi interessava dal punto di vista storico.
Ero all’oscuro dei problemi che c’erano stati alla proiezione del film a Ravenna e perciò non nascondo la sorpresa nel vedere lo schieramento di Polizia e Carabinieri davanti al Cinema Sarti.
Non ho le basi per fare un commento artistico del film ma per quello storico si: da quello che ho potuto leggere in vari libri e su internet dei fatti di Codevigo mi sento di dire che in linea generali i fatti si sono svolti come è riportato nel film.
Nel dibattito che si è svolto dopo la proiezione, ho domandato agli organizzatori cosa contestasse l’ANPI in questo film.
Mi hanno risposto che non lo sanno perché l’ANPI non ha mai risposto ai loro inviti di mandare un rappresentante che partecipasse ai dibattiti dopo la proiezione.
Secondo me è doveroso che l’ANPI prenda una precisa posizione pubblicando sui propri organi di informazione quello che è accaduto a Codevigo contestando la ricostruzione de “il segreto di Italia” nei particolari.
Invitare la popolazione a non vedere un film senza spiegare bene i motivi sembra più cercare di tenere nascosti gli eventi trattati (che pochissimi conoscono….).
Spero che questa mail non venga fraintesa: sono molto vicino all’ANPI e partecipo spesso agli eventi che organizza.
Mi sono deciso a scrivere perché credo che l’ANPI sia uscita indebolita dalle posizioni prese nei confronti di questo film ed un po’ di chiarezza non potrebbe che aumentare la fiducia e la stima di tanti che come me credono nell’importantissimo ruolo della Resistenza.

Distinti saluti.

 

Risposta ANPI:

Chi ci scrive – senza polemiche e senza pregiudizi – ne ha diritto. Come tutti coloro che sono sottoposti da tempo ad una campagna che non è “revisionista” (la storia va sempre rivista e arricchita di nuove acquisizioni e nuovi elementi interpretativi: è sempre “storia contemporanea”) ma è altamente omissiva e manipolativa.
Sarebbe stato inutile e dannoso andare a discutere di queste cose con gli autori e con i promotori e relativi supporter del film, interessati al clamore o ad una tesi manipolativa e omissiva: nel migliore dei casi ne sarebbe venuta fuori una rissa da bar. C’è un solo modo per rispondere al lettore, e a tutti coloro che si fanno domande simili: raccontare la verità. Ma raccontarla tutta intera, e dare conto del perché la fine di una guerra civile si portò dietro uno strascico – tanto tragico quanto difficilmente evitabile – di violenza. È certo che violenza ci fu, a Codevigo e altrove; che a farne le spese furono spesso figuri compromessi da venti mesi o da venti anni col peggior fascismo, artefici e complici di violenze efferate; che la giustizia di guerra e la giustizia sommaria fecero il loro corso talvolta in modo sbrigativo; che ci presero di mezzo anche persone che non lo avrebbero meritato; che un fiume in piena come quello difficilmente poteva discernere ciò che uno stato di diritto deve discernere; che numerose canaglie sfuggirono non solo alla giustizia sommaria ma vennero scandalosamente risparmiati dalla giustizia di un nuovo stato di diritto i cui giudici erano spesso gli stessi del regime fascista; che questo – questo sì – lasciò una traccia di rancore che solo il tempo ha parzialmente rimarginato.

ANPI Ravenna

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8 thoughts on “Questa lettera merita una risposta

  1. Quindi dalla risposta traspare che, a discrezione, si può uccidere anche sommariamente solo perchè appartenenti, da 20 mesi o da 20 ann,i ad una fazione che si è resa colpevole di gravi ed aberranti reati. Ricordiamoci però di coloro che sono stati trucidati solo perchè indossavano una divisa non gradita ai vincitori e che, come il maggiore Adriano Visconti ed il S.ten Stefanini sono caduti sotto i colpi di un’ingiustizia sommaria ed insieme ad essi, molti soldati meno sconosciuti arruolatisi per sfuggire alla “giustizia” fascista (Pavolini aveva imposto la pensa di morte per i renitenti alla leva e/o disertori) e sono stati uccisi dalla “giustizia” dei giusti, scusatemi ma io,da uomo libero e laico, questa visione della storia non posso accettarla.

  2. Leggo questa nota da parte dell’ANPI di Ravenna, che mi fa rabbrividire: “C’è un solo modo per rispondere al lettore, e a tutti coloro che si fanno domande simili: raccontare la verità. Ma raccontarla tutta intera, e dare conto del perché la fine di una guerra civile si portò dietro uno strascico”, e reputo vergognosa..quando si grida ai quattro vento che si vuole la “verita’” e poi per oltre 60 ani si e nascosta agli italiani le FOIBE (si facciano una passeggiata qui in Canada a conoscere GLI ESULTI italiani, sputati a Milano e cacciati della loro case…e questi, ed altri episodi che isolati non sono, ma decine di decine e fino a dopo la fine della 2 guerra, Forse i signori dell’ANPI dovrebbero ricordare ai giovani, la “famosa” aggregazione rossa “Volante Rossa” quanti omicidi hanno fatto, che ha partorito negli anni di piombo gli assassini che conosciamo bene e che sono stati premiati con posti politici, universitari o altri che mai hanno fatti un giorno di giusta prigione. Per tutti questi signori: “uccidere (ancora oggi) un fascista non e un reato..!!!” di che verita stiamo parlando ??/ Giovanni Trigona Vancouver Canada!

  3. Le reazioni dell’Anpi all’uscita di questo film non sono una novità. Se è per questo era successa la stessa cosa,se non peggiore,all’uscita del libro “Il sangue dei vinti”, di Pansa. Era successa la stessa cosa all’uscita del successivo libro di Pansa sui crimini commessi dai partigiani conmunisti della Brigata Garibaldi..e ancora sui successivi libri di Pansa sullo stesso argomento, come La Grande Bugia, Bella Ciao.. Era accaduta la stessa cosa all’uscita del film Porzus,negli anni 90 sui crimini ordinati dal Partigiano Comunista Toffanin. Lo stesso boiciottaggio si è presentato puntuale all’uscita di questo fim. Forse i signori dell’Anpi dovrebbero riconoscere che da sempre si atteggiano in modo che la storia sporca della Resistenza venga fuori il meno possibile, e questa si chiama censura. Probabilmente i suddetti signori dovrebbero ripassarsi un pò di Storia, compresa quella che mette in luce i veri motivi per cui nacque quel fascismo che poi,bisogna dirlo, è degenerato a regime indifendibile. Ma i signori dell’Anpi non lo faranno mai. Sono troppo preoccupati a voler mantenere rosso il loro sol dell’avvenire; anche se nella parte opposta ci sono scheletri che puzzano da circa settant’anni.

  4. Mi sembra che la risposta data da ANPI sia troppo sintetica. Mi sembra che si sia amareggiati di più per le persone compromesse che sfuggirono alla giustizia piuttosto che per quelle innocenti che pagarono ingiustamente giustificando ciò con il fatto che ” con il fiume in piena” capitava a volte di fare di tutta l’erba un fascio. Molti invece hanno approfittato, si dice , dell’occasione per rancori personali

  5. Buongiorno. Mi raccomando, evitate di raccontare come agì la volante Rossa, come Sandro Pertini ordinò di uccidere donne incinte e senza colpa alcuna, di come gli eroici partigiani sorsero come i funghi dopo l’8 Settembre e, ancor peggio, dopo il 25 Aprile, come una buona fetta di eroici partigiani uccise i propri connazionali in Venezia Giulia, di come gli eroici partigiani rossi uccisero i partigiani bianchi, di come i vari Dario Fo, Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari furono appassionati fascisti e, in alcuni casi addirittura Repubblichini, evitate di dire come Napolitano fece parte dei Giovani Universitari Fascisti, prima di plaudire all’invasione sovietica in Ungheria. Mi raccomando, intervenite durante la presentazione dei libri di Pansa per impedire la divulgazione della Storia. Mi raccomando, dimenticate di raccontare di come l’Unione Sovietica era alleata di Hitler e che si mise contro solo dopo essere stata aggredita (patto Molotov-Ribbentrop), per cui come liberatori valsero quanto il due di picche. Evitate tutto questo, mi raccomando. Non partecipando ai dibattiti potrebbe accadere che qualcuno ve ne chieda conto. Un saluto, Massimiliano Merkel

  6. Sul numero 2 del nostro giornale Resistenza Libertà, che uscirà ai primi di di maggio, verrà data una risposta più esaustiva ed ampia ai quesiti postici ed arrivati a proposito del film “Il segreto di Italia” sul sito.

    Ci teniamo, comunque, a precisare che non tutti i commenti pervenuti sono stati pubblicati. Quelli rigettati erano oltremodo offensivi, abbandonandosi all’inutile e volgare turpiloquio.

    Cerchiamo sempre di rispettare e pubblicare i commenti, anche negativi, che possono arrivare, ma le offese non le accettiamo.

    La redazione

  7. Premetto che da aderente all’Anpi e fervente antifascista non posso fare a meno di osservare che una rappresaglia è sempre una rappresaglia da qualsiasi parte questa provenga, nazifascista o partigiana. Per cui mi sembra tanto meno strabiliante che nella non felice risposta di Anpi Ravenna le vittime vengano divise in chi “meritava” e in chi “non meritava” la rappresaglia. Tutti meritavano un giusto processo in nome della nuova Italia democratica sorta dalla Resistenza e dal sangue di tanti innocenti calpestati dall’immonda barbarie nazi fascista. Se si ragiona così allora applichiamo anche noi il “concetto Pansa” in base al quale la Resistenza è stata una guerra civile qualsiasi con annessi e ammissibili regolamenti di conti. Le rappresaglie partigiane ci sono state, inutile girarci attorno, non le giustifico ma nemmeno mi sento di condannarle fino in fondo. Noi non abbiamo vissuto nelle buche, non abbiamo mai sentito una bomba scoppiare, non siamo mai stati taglieggiati né rastrellati, non siamo ebrei, non abbiamo avuto freddo né fame. Quindi non ci siamo mai trovati nelle condizioni di spirito e odio per partorire una vendetta verso chi ci ha tolto tutto, anche parenti e amici. Trovo sia molto più intelligente andarsi anzitutto a vedere il film e lo farò, prima di commentarlo, e consiglio a tutti la lettura del bellissimo saggio dello storico Keith Lowe “il continente selvaggio” Laterza Editore, sulla situazione non proprio idilliaca vissuta nei paesi europei negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale. Epoca per nulla di pace, piena di contrasti, vendette nuovi genocidi e deportazioni. Lowe analizza spietatamente anche la situazione italiana, e dice chiaramente che il bisogno primario degli Alleati era quello di stabilizzare il paese e far sì che non cadesse nell’orbita comunista, per cui molte strutture e burocrazie piene di ex fascisti furono salvate e tollerate. In quanto ai trasformismi italici in materia di fascismo e anti fascismo, consiglio la rilettura del film Anni difficili (1947) di Luigi Zampa. L’Italia non ha avuto una Norimberga né un processo di de nazificazione come la Germania, e tuttora ne paga le conseguenze. Pensate solo allo scandalo di avere una discendente di Mussolini (di cui porta per giunta) lo stesso cognome che siede in parlamento, quando i parenti di Hitler hanno persino cognome per la vergogna si sono fatti sterilizzare e vivono nell’anonimato fuori dalla Germania. Invito a riflettere maggiormente prima di scrivere e proferire giudizi troppo leggeri e troppo pericolosi per il concetto stesso di giustizia e libertà.

    Flavio Almerighi aderente Anpi Castelbolognese.

    Approfitto tutti gli amici dell’Anpi a venire a Castelbolognese l’11 aprile alle 15.30 per l’inaugurazione della nuova sede Anpi intitolata a Dante e Livio Poletti presso il palazzo Piatro Costa in Via Emilia Interna 137.

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