Piano di mobilitazione generale

Arrigo Boldrini - BulowIl CUMER e il CVL danno disposizione affinché venga predisposto un piano di mobilitazione generale: gli Angloamericani finalmente avanzano.Bulow e i comandanti dei distaccamenti studiano teoricamente le azioni da compiere, e cercano di ridurre al minimo i rischi per le popolazioni.

All’inizio devono muoversi i GAP per colpire i punti più significativi dei tedeschi. Vanno poi occupati i centri importanti, da difendere senza ostinarsi troppo nel mantenere le posizioni; su quest’ultima cosa Bulow insiste molto, la guerra partigiana è per sua natura elastica, ovvero è una guerra di attacchi e ritirate a seconda del momento, della qualità del nemico.

Va fatta anche una programmazione di iniziative in comune con gli Angloamericani, servono pontiradio ben funzionanti e preventivi incontri tra i rispettivi comandi.

Da un calcolo fedele della forza della Brigata Nera, risultano esservi in provincia poco meno di 800 unità.

Uomini ben armati, pericolosi perché fanatici e impauriti; ma ci sono anche giovani appena ragazzi, arruolati a suo tempo con la forza, sottoposti ai comandi di ufficiali che mostrano preferire le azioni di rappresaglia e di violenza (nel contempo però, loro e solo loro, si procurano documenti falsi per la fuga).

Intanto i lutti aumentano: Noco, comandante del distaccamento Garavini, che opera nelle zone Ville Unite e Cervia, mentre tiene i contatti tra i partigiani incappa in una pattuglia di retroguardia tedesca che lo uccide a mitraglia.

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