Quando si tradisce la Costituzione, è il momento della resistenza

6 Agosto 2019

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, sull’approvazione della “legge sicurezza bis”

Il voto di ieri al Senato non è stato altro che un patto di potere stipulato sulla pelle dei più deboli e contro i fondamentali diritti democratici, come quello di manifestare e protestare. Un voto che allontana l’Italia dal consesso delle nazioni civili.

Sono rimaste inascoltate le voci di tanti cittadini, di associazioni ed istituzioni. Ma esse esistono. Ci siamo fatti sentire prima e ci faremo sentire anche ora.

Invitiamo tutti a dar vita ad ogni forma possibile, pacifica ma ferma di protesta. Quando si tradisce la Costituzione, è il momento della resistenza.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

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Luciana Branzanti

Con cordoglio comunichiamo la scomparsa di Luciana Branzanti, patriota , vedova di Gino Pozzi.

L’ANPI di Savarna esprime le condoglianze alla famiglia.

Ricordiamo con affetto l’intensa testimonianza rilasciata per il nostro libro “A’vè fat d’la vita” , il cui titolo è tratto dalla sua intervista.

Il direttivo 

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ANPI Forlì/Cesena – Viaggi della memoria e viaggi attraverso l’Europa, i nuovi bandi; gli ultimi eventi e la chiusura estiva

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea
di Forlì-Cesena – www.istorecofc.it

Newsletter n. 9/2019

 
ISREC_FC_25_04_2015

SOMMARIO:
Viaggi attraverso l’Europa e Viaggi della memoria: i nuovi bandi
75° anniversario delle stragi di Tavolicci e del Carnaio
La mano mi trema (spettacolo teatrale)
– Chiusura estiva dell’istituto

Viaggi attraverso l’Europa e Viaggi della memoria: i nuovi bandi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i bandi per

VIAGGI ATTRAVERSO L’EUROPA 2020” e “VIAGGI DELLA MEMORIA 2020“. 

Le domande per la concessione del contributo vanno inviate entro il 15 ottobre 2019 all‘Istituto storico della Resistenza della propria provincia.

Le scuole e i soggetti interessati possono rivolgersi all’Istituto storico per avere informazioni sul bando e supporto alla progettazione e alla compilazione della domanda. 
In settembre, l’Istituto storico di Forlì-Cesena organizzerà un incontro rivolto agli insegnanti per approfondire i contenuti dei bandi ed agevolare la compilazione delle domande. 

Tutta la documentazione utile – bandi, modulistica, ecc. – è disponibile al seguente link.
Invitiamo gli interessati a consultarla per tempo.

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Da Predappio al Donbass

Domenico Quirico – La Repubblica – 16/07/2019

Ci siamo distratti: con il preannuncio di immancabili saturnali islamisti da celebrare a casa nostra, di sbarchi di maomettani fanatici da Fregene a Capalbio. Ci siamo distratti con le ciucche parolaie sui “foreign fighters” coranici nativi di Treviso o di Catanzaro che stavano per tornare a casa dalla Siria per le loro crociate al contrario. Distratti. Immemori. Sempre lì a occhieggiare il migrante con la barba un po’ lunga, lo spacciatore dall’occhio un po’ vendicativo, l’immigrato che compie un po’ troppi viaggi nel Sahel. Restava poco tempo per il resto.

E così ti svegli un mattino e scopri che i fucili d’assalto, quelli veri, da riempire un’armeria; e pure il missile, sì, il missile aria aria, ce l’avevano in garage, a Voghera!, adepti nostrani di culti delinquenteschi con base a Torino, Novara, Pavia. Altro che Raqqa! Altro che Califfo! Voilà: i “foreign fighters” padani con il jihad scritto non sul Corano, ma su nostalgiche bandiere del Terzo reich per fortuna non millenario. Fascisti? Sì: fascisti, quelli lì. I jihadisti di Sabratha e di Mossul un missile così lo sognavano di notte, pregavano Allah che ne regalasse uno, uno solo. Sì che avrebbero aumentato così il fatturato della guerra santa!

A furia di minimizzare: su, dai, ma sono sempre i soliti quattro cretini, quelli del pellegrinaggio in bus a Predappio, da Lui, tutto compreso pranzo al sacco sangiovese con tappo a corona Giovinezza e se hai grano torni con il testone del duce in bronzo made in Hong Kong che lo metti in giardino al posto del nano. Tanto ormai chi se ne frega dell’apologia eccetera eccetera! Quelli che sono fermi, senza aver mai letto un libro ci mancherebbe, alla triade Evola Guenon Jünger.

A furia di storicizzare: uffa questo antifascismo! Il fascismo ovviamente era un’altra cosa, è morto, è evidente, il 25 luglio del 1943. A furia di “figli del secolo” e nipotini sbilenchi di revisionismi imparaticci, di una rancida storiografia in sfacelo. A furia di interviste al nostalgico, rancido di fiele e rivincite: ma lei è fascista? Su ce lo dica sì viva il duce a noi! Questa è la radio, urrah!

E invece i fascisti erano lì, sempre uguali a se stessi. Travet dell’estremismo, in fondo. Ma con il missile nella rimessa. Riconosciamo gli ingredienti della vecchia cucina, la cattiveria ebete e viperina, la ripugnante epilessia del culto delle armi, la braveria minacciosa e marrana, la stupidità torbida, acre, funesta: come ai tempi dei lugubri sansepolcristi e delle nauseanti birrerie di Monaco di Baviera.

Non abbiamo prestato attenzione a queste anime guaste che hanno allungato il pellegrinaggio: da Predappio al Donbass. È quella l’ultima thule dei soldatini di destra, che si addestrano e si arruolano tra gli indipendentisti a libro paga di Putin o, indirizzo intercambiabile, tra i patrioti ucraini, ma con pedigree fascistoide ed antisemitismo accluso. Ahimé, la melma che è affiorata con la rivoluzione dei Maidan e che ha trovato nella delusione del dopo nuova e tossica linfa.

Luogo limaccioso l’ex bacino carbonifero del Donbass, disperde scorie. Dove c’è una guerra che tutti facciamo finta di non vedere. Dove con i missili fanno precipitare aerei civili. Dove mafie globalizzate ed estremismi marci di rancori, modelli criminali evoluti, comprano arsenali chiavi in mano, e seguono dressage di violenza perfetta cioè quella vera: altro che playstation e sparatorie nei boschi, sperando che i carabinieri non sentano. Attenzione a non minimizzare, un’altra volta. A ridurre il garage di Voghera a folclore. Par già di sentire gli avvocati dei detentori del missile: semplici collezionisti.

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ANPI Forlì / Cesena – Da “non garantiti” a precari. Il movimento del ’77 e la crisi del lavoro nell’Italia post-fordista

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea
di Forlì-Cesena – www.istorecofc.it

Newsletter n. 9/2019

 
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Da “non garantiti” a precari.
Il movimento del ’77 e la crisi del lavoro nell’Italia post-fordista

Con piacere comunichiamo che è stato pubblicato il volume
Da “non garantiti” a precari. Il movimento del ’77 e la crisi del lavoro nell’Italia post-fordista
a cura di Domenico Guzzo (FrancoAngeli, 2019).

Il volume ricostruisce la dialettica fra il rapido consumarsi del movimento ’77 e l’affermarsi della precarietà lavorativa nell’Italia del post-miracolo economico, secondo un inedito e fertile approccio interdisciplinare, che spazia dalla storia contemporanea alla sociologia, passando per la filosofia politica, la critica artistica, gli studi giuridici, l’analisi dei processi produttivi e finanziari. Incrociando diversi sguardi metodologici su fisionomia, finalità e saperi di questo fenomeno sociale unico al mondo – autorappresentazione della “generazione dei non garantiti”, ovvero la prima leva di giovani che sentiva di non avere un futuro certo e degno perché, orfana del “boom”, sarebbe vissuta in un mondo di recessione permanente – si è potuta concentrare l’attenzione sul tornante della storia italiana che ha aperto la “crisi del Sistema-Paese”.
Muovendo lungo la problematica geografico-territoriale dell’asimmetrico sviluppo nazionale, con una particolare considerazione allo snaturarsi dei tradizionali modelli di eccellenza come il cosiddetto “modello emiliano-romagnolo”, e senza tralasciare continuità e fratture con il retaggio sessantottino, si è così arrivati ad affrontare il conflittuale processo di decentralizzazione del lavoro in Italia, nel più ampio formarsi di una nuova dimensione post-fordista e post -salariale dell’organizzazione capitalista occidentale.

Consulta il flyer (pdf) Continue reading ANPI Forlì / Cesena – Da “non garantiti” a precari. Il movimento del ’77 e la crisi del lavoro nell’Italia post-fordista

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