Il caso Regeni, ovvero la libertà di stampa

Il caso Regeni, ovvero la libertà di stampa

Restiamo stupiti e addolorati al vedere che il presidente Emmanuel Macron consegna l’onorificenza della Legion d’Onore, al presidente di quel Paese che ancora non ha chiarito chi sono i responsabili delle efferate sevizie a Giulio Regeni; là in Egitto per ragioni di studio. E lo siamo sia per la morte di quel nostro concittadino, sia per la delusione nei confronti della stessa Francia da sempre paladina di diritto pubblico e privato.

Chiediamo che venga fatta luce sul delitto Regeni: su esecutori e mandanti. Con ciò interpretiamo quel senso di giustizia che appartiene ai ravennati per storia di Popolo che ha combattuto fascismo e dittatura. Ravennati che sono dalla parte del diritto internazionale di tutela della persona, e sono contro le aberrazioni di quei paesi che intendono piegarlo a interessi di parte.

La libertà di stampa e di pensiero è qui nella nostra Italia ben espressa dal monumento alla Pedalina di Conselice. Ogni anno il 1° di ottobre la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italina), Conselice, i comuni della provincia di Ravenna, la provincia, l’antifascismo ricordano quei martiri partigiani e patrioti che stampavano giornali e volantini di nascosto dai nazifascisti e le coraggiose staffette che li portavano nel ferrarese, in Romagna, a Bologna. Fogli di carta sottile, ma ricchi di notizie di Resistenza, antifascismo, libertà e democrazia.  

Con questa mentre ci uniamo a quanti già hanno denunciato il delitto Regeni e condannato la Legion d’Onore al presidente egiziano, affermiamo che stiamo dalla parte delle lotte per le libertà personali e pubbliche. Sempre!

Ci uniamo al composto dolore della famiglia Regeni.

Al gesto franco e importante di Corrado Augias.

 

Ravenna 18 dicembre 2020

Ivano Artioli

(Presidente ANPI Ravenna)

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