I Partigiani alla Camera

da La Repubblica.it

++ 25 aprile:Mattarella,no pericolose equiparazione parti ++Alla cerimonia presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e tanti protagonisti della Liberazione come il presidente Anpi Carlo Smuraglia. Il presidente del Senato Pietro Grasso si è rivolto ai giovani: “25 aprile non è solo un capitolo del manuale di storia”

ROMA – Il prossimo 25 aprile saranno passati 70 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Oggi il Parlamento ha deciso di celebrare questa importante ricorrenza della storia del Paese con una cerimonia alla Camera dei Deputati che ha visto protagonisti i partigiani che diedero un contributo decisivo alla rinascita del Paese. E che ha visto alla fine i deputati del Pd cantare “Bella ciao”, l’Inno della Resistenza, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i presidenti delle Camere, salutavano, al centro dell’Aula, i partigiani che hanno preso parte alla manifestazione.

“Oggi, voi partigiani, siete qui non come ospiti ma come padroni di casa”, ha affermato in apertura la presidente della Camera Laura Boldrini in un’aula affollata e piena di Tricolori. Alla cerimonia presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seduto al centro del banco solitamente occupato dal comitato dei Nove. Il Capo dello Stato sarà a Milano il 25 aprile dove parlerà presso il Piccolo Teatro di via Rovello.

“La ricerca storica deve continuamente svilupparsi” ma “senza pericolose equiparazioni” fra i due campi in conflitto nella lotta di Liberazione nazionale dal nazifascismo”, ha scritto Mattarella in un messaggio che sarà pubblicato sul prossimo numero del mensile Micromega. “La Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale”, spiega Mattarella, che ha aggiunto: “Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese”. Poi il presidente della Repubblica ha voluto sottolineare i due mali che hanno colpito l’Italia nel ventennio fascista, “dittatura” e “conformismo”. Per superare questi due mali “la Costituzione, nata dalla Resistenza, ha rappresentato il capovolgimento della concezione autoritaria, illiberale, esaltatrice della guerra, imperialista e razzista che il fascismo aveva affermato in Italia, trovando, inizialmente, l’opposizione – spesso repressa nel sangue – di non molti spiriti liberi”.

Tanti gli interventi a Montecitorio: dalla storica Michela Ponzani a Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi; da Marisa Cinciari Rodano, impegnata nella Resistenza romana e prima donna eletta vicepresidente della Camera, a Michele Montàgano, presidente vicario dell’Associazione Reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di liberazione. Si tratta di presenze significative, essendo la prima volta che alcuni dei protagonisti del movimento di Liberazione intervengono in un’aula parlamentare. Tanti i ministri presenti: Stefania Giannini, Maria Elena Boschi e Roberta Pinotti, il titolare della Farnesina Paolo Gentiloni e il Guardasigilli Andrea Orlando.

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