Garzanti Libero

Di Francesco e Rossi Stellina, romagnoli.

Nato a Birsfelden (Svizzera) il 28 ottobre 1908, Muratore-Comunista

Garzanti_LiberoLa famiglia è originaria di San Pietro in Trento. Il padre Francesco, operaio socialista, quando gli nasce un figlio lo chiama Libero. Nel secondo dopoguerra la Casa del Popolo di San Pietro in Trento sarà intitolata a
Libero Garzanti. Nel 1926 Libero, operaio edile, a soli 17 anni si iscrive al P.C. d’I. Quasi contemporaneamente viene arrestato in seguito ad un episodio che ha a che vedere con un momento di
lotta antifascista nel quale viene ferito il gerarca e squadrista fascista Ettore Muti. Uscito dal carcere Libero raggiunge il padre emigrato in Germania. L’impegno politico dei Garzanti non scema neppure in quel paese, dove lotta con i compagni tedeschi. L’avvento del nazismo lo costringe a passare prima in clandestinità e poi a riparare in Francia. Stabilitosi a Parigi entra in contatto con gli ambienti antifascisti italiani. Qui conosce Lea, la compagna dalla quale ebbe la figlia Rina e con la quale convisse fino alla
partenza per la Spagna. Non poté sposarla sia per la tragica interruzione della sua vita, sia perché le autorità fasciste italiane non gli rilasciarono i documenti richiesti per il matrimonio, perché reo di “espatrio clandestino”. Lo scoppio della guerra civile spagnola fornisce a Libero l’occasione di poter combattere in quel paese dove si reca assieme a Fortunato Nevicati alla fine di settembre del 1936. Libero si arruola
nel Battaglione “Garibaldi”, inquadrato come capo di una Sezione della 2° Compagnia. Dopo l’addestramento raggiunge il fronte di Madrid in novembre. Davanti ai garibaldini, agli internazionali ed ai miliziani spagnoli sono le formazioni nazionaliste del “Tercio”, la Legione Straniera spagnola, ed i mercenari mori musulmani.
Nevicati e Garzanti combattono al Cerro Rojo e poi alla Casa Rossa (Casa de Campo): qui cadono entrambi. È il 21 novembre 1936. Libero, a soli 27 anni, per essere fedele al nome datogli dal padre e per far trionfare le proprie idee politiche, cade sulle colline di Madrid. La sua salma viene tumulata nel Cimitero di Fuencarral destinato alla sepoltura dei caduti internazionalisti. Franco ne fece sparire le tracce e le spoglie profanando le loro tombe.

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