Difesa tedesca

Difesa tedescaNel mese di novembre viene preparata la difesa della città, che viene isolata per tre parti e resta aperta solo Porta Adriana. Ravenna è quasi deserta. Chi ha potuto è andato in campagna, le poche fabbriche sono ferme e i forni sono chiusi o al minimo per mancanza di farina.

I tedeschi e i fascisti sfruttano gli alti argini dei fiumi che si alzano nella pianura intorno: a sud quelli del Montone e del Ronco e, quando i due diventano uno solo, quello dei Fiumi Uniti (che rompono nella congiunzione col canale d’irrigazione di Porto Fuori e allagano le plaghe della Raspona); mentre a nord c’è il Lamone, anche in una piena pericolosa, e dalla parte del mare hanno costruito bunker e anticarro in cemento armato per impedire lo sbarco.

Quando gli Alleati arrivano a Cervia il 22 ottobre e a Forlì il 9 novembre, lo schieramento tedesco prende posizione con le divisioni 114° Alpenjager e 278° Whermacht, armate di cannoni, carri armati, contraerea, buon equipaggiamento individuale; mentre i fascisti della Brigata Nera Ettore Muti si uniscono a un reparto di SS.

Anche il CLN e Bulow però agiscono: il Team Elvira (soldati italiani preparati dagli americani come trasmettitori e collegati via ponte radio con l’8° Armata) organizza uno sbarco nella spiaggia di Porto Corsini di armamento pesante. Poi il Terzo Lori attacca una caserma e preleva un cannone da 47/32, mitragliatrici calibro 8, abbondanti munizioni.

Ma intanto una nuova tragedia colpisce la città: a Porto Fuori gli Alleati bombardano il campanile della chiesa ritenuto un osservatorio tedesco, uccidendo 9 civili.

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