8 gennaio 2015 – Nuova strage in Nigeria

Nigeria_2000_morti_001Apprendiamo che è in atto una nuova strage in Nigeria per opera di Boko Haram:16 villaggi distrutti e circa 2.000 morti.

La Bbc, citando fonti militari, riferisce: “ I cadaveri giacciono sulle strade, si temono 2.000 persone uccise. La città è completamente devastata, le case date alle fiamme”. Nei giorni scorsi Boko Haram ha preso il controllo di una base militare: il gruppo controlla il 70% del territorio dello stato di Borno, roccaforte dei jihadisti.

Baqa di fatto non esiste più e i morti giacciono insepolti lungo le strade. Boko Haram ha raso al suolo 16 villaggi vicini. Centinaia sono i profughi.

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5 gennaio 1945 – “Democrazia”, il giornale del Cln di Ravenna

Democrazia giornale del ClnTra il 4 e il 6 dicembre 1944 si consuma la battaglia delle valli, eroicamente combattuta dai partigiani ravennati contro le forze nazifasciste numericamente superiori. Ravenna è libera e il fronte si attesta sul fiume Senio.

Mentre Alleati e partigiani si posizionano nelle trincee a nord per contrastare il nemico, in città il Comitato di Liberazione provinciale inizia un ampio lavoro di ricostruzione. Durante la seduta del 14 dicembre il Cln ottiene il permesso del Psychological Warfare Branch (Pwb), la divisione del governo militare incaricato della gestione dei mezzi di comunicazione e di propaganda, per la pubblicazione del giornale Democrazia. Continue reading 5 gennaio 1945 – “Democrazia”, il giornale del Cln di Ravenna

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Strage a Parigi! Barbaro e feroce attacco a “Charlie Hebdo”

Stragisti_di_Parigi_gen_2015_001Sono state assassinate 12 persone tra cui 8 giornalisti, 2 poliziotti e gente inerme.

L’assalto è stato eseguito al grido di “Allah è grande”. Il pretesto è stato quello della pubblicazione di vignette su Allah. Si è voluto colpire la redazione di un giornale, simbolo della cultura dell’Occidente, della nostra cultura che pure talora mostra nei fatti pecche evidenti.

I giornali che informano, che danno rendiconti rappresentano la democrazia di un paese, sono l’essenza della tolleranza e della libertà, sono le fondamenta del vivere civile.

Il fondamentalismo jihadista, portavoce di una dottrina totalitaria, non sopporta la libertà di stampa, di informazione, di satira, non sopporta la libertà di pensiero e di espressione.

Il kalashnikov contro la carta stampata, contro i libri e la scuola per tutti. E questo in nome della religione. In realtà contro la democrazia.

Europee: incontro Salvini-Le Pen per strategia comune
A chi può giovare la psicosi anti musulmana?

Dobbiamo difendere la laicità del nostro vivere quotidiano contro lo Stato-Chiesa.

Il Califfato è una minaccia anche per i paesi arabi moderati, perché al di fuori dell’Occidente i jihadisti uccidono migliaia di musulmani ogni giorno. Tale atto diventa, a sua volta, pretesto per creare una psicosi anti musulmana in Occidente.

A pochi km da Ravenna, a Conselice, c’è un monumento alla Libertà di Stampa, “La Pedalina che ricorda i nostri martiri della Resistenza ma che parla anche ai giornalisti di oggi. Con la libertà di stampa, facendo vivere la Pedalina, gli antifascisti conquistarono la libertà, democrazia e la Costituzione.

Monumento-Conselice-La_Pedalina

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Guerra o Pace

di Bruna tabarri

guerra_paceLe bandiere della pace sono a mezz’asta, segnate dal lutto.

Per la prima volta un civile viene sgozzato, in Algeria: non era un militare, non era un giornalista, non andava ad evangelizzare, era semplicemente un uomo che andava per fatti suoi. Citiamo lui, ma non dimentichiamo tutti gli altri, donne e uomini seviziati, torturati, uccisi in guerra, in tutte le guerre. L’orrore allontana la pace anche se al momento in cui scriviamo è tregua tra Israele e Palestina, tra Ucraina e Russia. Continue reading Guerra o Pace

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Tregua a Gaza

50 giorni di guerra
2.200 le vittime per lo più di civili palestinesi
200.000 senza casa
11.000 feriti

pace-flagHamas e Israele trovano l’accordo per un cessate il fuoco a tempo indeterminato. E’ il presidente Abu Mazen (che prende il controllo di Rafah e frena gli islamisti), a darne l’annuncio.

Questa vittoria è dovuta all’opera decisa e continuativa di Al Sisi, presidente egiziano, nemico del movimento islamista di Gaza. Al Sisi ha tagliato le fonti del finanziamento di Hamas, usato per comprare armi e missili soprattutto dalla Libia, usate naturalmente in questa guerra. La proposta egiziana firmata consiste in una cessazione delle ostilità, riapertura del valico di Fatah sotto il controllo delle forze dell’Anp di Abu Mazen, allargamento della zona di pesca da 3 a 6 miglia.

Scomparse le richieste di Hamas come l’aeroporto, la libera circolazione attraverso la frontiera con Israele ed Egitto, il porto.

Questa vittoria egiziana sembra riportare il Cairo al ruolo di guida che in fondo ha sempre avuto nel mondo arabo, vittoria raggiunta anche attraverso la mediazione indiretta con il Qatar, mediazione portata avanti da Abu Mazen altro protagonista della tregua.

Il leader palestinese si impegnerà per evitare anche in futuro un altro conflitto tra Israele e Hamas, preannunciando una iniziativa internazionale per porre definitivamente fine al conflitto. L’intenzione è di coinvolgere anche Russia, Cina ed Europa come mediatori e non solo gli USA.

Intanto l’Egitto guarda con preoccupazione la situazione della Libia, accogliendo gli appelli della comunità internazionale e dell’Italia in primis.
Aspettiamo con fiducia altre importanti iniziative.

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Ucraina: la gogna in piazza, un rito antico e feroce per umiliare il nemico sconfitto

Guido_Crainz

di Guido Crainz

La Repubblica, 25 agosto 2014

 

Prigionieri_DonetskHanno sapore arcaico e al tempo stesso modernissimo le immagini dei prigionieri ucraini fatti sfilare a Donetsk dai separatisti filorussi fra le urla e gli insulti della folla. Con le mani legate dietro la schiena e con il capo chino, controllati da soldati armati e da cani, in una giornata assolata. Accanto a carri armati distrutti e mostrati come trofei. Nelle stesse ore in cui Kiev festeggiava l’indipendenza dalla Russia e papa Francesco invitava a pregare per “l’amata terra ucraina“. All’indomani della visita a Kiev di Angela Merkel, e in un conflitto che è ben lontano dagli estremi di ferocia di altre guerre (o da quelli conosciuti dai conflitti fra ucraini e polacchi nello scenario della seconda guerra mondiale, all’ombra delle stragi e delle devastazioni naziste e sovietiche). Continue reading Ucraina: la gogna in piazza, un rito antico e feroce per umiliare il nemico sconfitto

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