Attualità, Prima Pagina, l’importanza di essere partigiani oggi

Il fascismo non è un’opinione…

“I fatti di Como e Verona impongono una reazione politico-istituzionale strutturale. Chiederemo un incontro urgente a Minniti”

Dichiarazione di Carla Nespolo per repubblica.it su due episodi di marca neofascista. A Como un gruppo skinhead irrompe in una riunione, a Verona un corso per avvocati viene introdotto da un’associazione che si richiama al nazismo.

di PAOLO BERIZZI da La Repubblica 29/11/2017

Migranti, così ritorna il fascismo: blitz dei naziskin contro i volontari di Como. E attaccano Repubblica

Saranno tutti denunciati per violenza privata, già quattro identificati. Irruzione squadrista di una quindicina del Veneto Fronte Skinhead durante una assemblea della Rete Como Senza Frontiere. La lettura del proclama: “Basta invasione”. E la forza pacifica degli aggrediti.

Un’irruzione in pieno stile squadrista, ma con una pacatezza inquietante. Fermi, in piedi. Il cranio rasato, i bomber scuri. E un volantino. Letto a mo’ di “proclama” per dire “basta invasione”, stop ai migranti e a chi li accoglie. Il blitz fascista e razzista – di cui “Repubblica” mostra il video (diffuso in rete da Baobab Experience) – è andato in scena l’altra sera a Como. Gli autori sono una quindicina di naziskin del Veneto Fronte Skinhead, che – rende noto la questura – saranno tutti denunciati per violenza privata (già quattro dei partecipanti al blitz sono stati identificati grazie alle immagini).

In una sala al primo piano del Chiostrino di Santa Eufemia era in corso una riunione di Como Senza Frontiere, una rete che unisce decine di associazioni a sostegno dei migranti. Migranti il cui flusso, da un paio d’anni, sta interessando Como (passa di qui una delle rotte dei profughi verso la Svizzera). Sono le 21.15 quando il gruppo di militanti neofascisti irrompe nei locali del Chiostrino. Il “portavoce” legge un volantino delirante in cui si parla di “sostituzione” del popolo europeo con dei “non popoli”, e che dà contro a chi offre aiuti e assistenza ai migranti: i “soloni dell’immigrazionismo a ogni costo”. “Per tutti voi figli di una patria che non amate più…”, scandisce il capo del gruppo, mentre gli altri militanti sono disposti a semicerchio intorno al tavolo dove siedono gli attivisti di Como Senza Frontiere.

Lo stupore di chi partecipa alla riunione, e la forza pacifica con la quale i presenti decidono di non reagire alla provocazione, è disarmante. La migliore risposta alla violenza e alla prevaricazione squadrista del gruppo. Ma è evidente che i rappresentanti delle associazioni pro-migranti sono anche spaventati. La scena dura pochi minuti. Dopo la lettura del proclama, il capo del gruppo di Vfs si rivolge così ai padroni di casa: “Ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria e la nostra città”.

I naziskin a quel punto abbandonano la sala. “Nessun rispetto per voi”, dice una delle teste rasate. Il blitz dei neofascisti veneti – hanno sede a Lonigo, in provincia di Vicenza – segue le iniziative di due anni fa, sempre a opera loro e sempre a Como e in altre città: sagome di migranti dipinte a terra di fronte alle sedi della Caritas.

In un comunicato diffuso su Facebook il presidente del Vfs, Giordano Caracino, attacca Repubblica e gli “antifascisti”: “Siete in grado di trasformare in violenza la lettura di un comunicato…antifascisti. Passi lo scontro che sappiamo rifiutate sempre, ma se proprio non reggete neanche più il confronto democratico basato sull’avere delle idee discordanti, se i vostri timpani sono talmente fragili che si lacerano all’ascolto della verità, smettetela di fare politica, fate altro, origami o ricamo per esempio!”.

Fondato nel 1986 da Piero Puschiavo e Ilo De Deppo, il Veneto Fronte Skinhead è noto nella galassia dell’ultradestra per la sua matrice antisemita e razzista. E’ stato uno dei primi movimenti che hanno importato in Italia la subcultura giovanile del movimento naziskin.

A lungo legati alla tifoseria dell’Hellas Verona, nei primi anni 2000 hanno perso smalto a favore di altri gruppi: alcuni militanti sono migrati in Forza Nuova e in altre formazioni “nere”. Da qualche mese Vfs è tornata in scena con iniziative sul territorio, sempre nel nord Italia. Nuovo nemico da combattere: i migranti.

Dura la condanna dell’Anpi nazionale. “E’ intollerabile – dichiara la presidente Carla Nespolo – che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Questo ennesimo e vergognoso episodio, come anche la vicenda del corso di formazione per avvocati a Verona presentato dal presidente di un’associazione che si richiama al nazismo, impone una reazione politico-istituzionale immediata e strutturale. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell’Interno”.

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Carla Nespolo è la nuova Presidente Nazionale dell’ANPI

3 Novembre 2017

Eletta all’unanimità dal Comitato Nazionale dell’Associazione riunitosi oggi, è il primo Presidente nazionale ANPI donna e non partigiano. Carlo Smuraglia nominato Presidente emerito.

Il Comitato Nazionale ANPI, riunitosi oggi, a seguito delle previste dimissioni di Carlo Smuraglia che nel Congresso di Rimini del 2016 accettò il rinnovo dell’incarico seppure a termine, ha proceduto alla elezione del nuovo Presidente Nazionale dell’ANPI. È stata votata all’unanimità Carla Nespolo, prima Presidente dell’ANPI donna e non partigiana. Carlo Smuraglia è stato, sempre all’unanimità, nominato Presidente Emerito affinché continui una proficua collaborazione con particolare riferimento a specifici temi quali l’attuazione della Costituzione, l’impegno antifascista e la realizzazione del Protocollo ANPI-MIUR.

Chianciano Terme 3 novembre 2017

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No alla commemorazine di Ettore Muti!

L’ANPI apprezza e condivide con il sindaco De Pascale la necessità di far vietare la commemorazione di Ettore Muti all’interno del cimitero. Già in giugno la nostra associazione aveva raccolto l’adesione firmata dai segretari provinciali Cgil, Cisl e Uil e l’aveva trasmessa al sindaco con la lettera che alleghiamo.

Auspica inoltre che le notizie di stampa che anticipano l’arrivo dei neofascisti a Ravenna non corrispondano al vero e che, seppur così avvenga, le forze di polizia sappiano garantire l’applicazione della legge che vieta manifestazioni e simboli fascisti.

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Manifestazione per Ettore Muti: Sgradita e offensiva per l’antifascismo!

Clicca sulla foto per leggere le schede informative sulla Resistenza a Ravenna

Così il sindaco di Ravenna Michele de Pascale commenta la manifestazione in memoria del gerarca fascista che ogni anno fa tanto discutere la città

“L’annunciata manifestazione politica collegata alla morte del gerarca fascista Ettore Muti è a pieno titolo da iscriversi in un susseguirsi, anche nel territorio romagnolo, di celebrazioni ed eventi organizzati da forze estremiste e nostalgiche, con l’intento di generare un clima d’intolleranza, odio e xenofobia, e che spesso assumono i connotati del reato di apologia del fascismo”.
 
“In particolare, qualora le istituzioni competenti dovessero valutare di autorizzare la manifestazione – prosegue de Pascale – sottolineo fortemente la necessità che nulla abbia luogo all’interno del cimitero di Ravenna, nel rispetto dei defunti, fra i quali moltissimi eroi della Resistenza, grazie ai quali Ravenna è insignita della Medaglia d’oro al valor militare. In attesa di valutare alcuni provvedimenti al fine di contrastare qualsiasi genere di cerimonie riconducibili alla simbologia e ideologia fascista su tutto il territorio comunale, e al di là degli aspetti giuridici e formali, ci tengo a ribadire che il sentimento diffuso di questa comunità, come confermano la petizione e le numerose lettere presentatemi, è quello di considerare manifestazioni come questa sgradite e offensive della gloriosa storia antifascista della nostra città”.
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