5 gennaio 1945 – “Democrazia”, il giornale del Cln di Ravenna

Democrazia giornale del ClnTra il 4 e il 6 dicembre 1944 si consuma la battaglia delle valli, eroicamente combattuta dai partigiani ravennati contro le forze nazifasciste numericamente superiori. Ravenna è libera e il fronte si attesta sul fiume Senio.

Mentre Alleati e partigiani si posizionano nelle trincee a nord per contrastare il nemico, in città il Comitato di Liberazione provinciale inizia un ampio lavoro di ricostruzione. Durante la seduta del 14 dicembre il Cln ottiene il permesso del Psychological Warfare Branch (Pwb), la divisione del governo militare incaricato della gestione dei mezzi di comunicazione e di propaganda, per la pubblicazione del giornale Democrazia.

Dopo anni e anni di stampa clandestina, finalmente torna la possibilità di scrivere liberamente, pur sotto il controllo angloamericano. Si organizza tutto in pochi giorni, trovando la carta per stampare e prendendo accordi con la tipografia “Ravegnana”. Il 4 gennaio 1945 viene alla luce il primo numero di Democrazia, l’organo di stampa ufficiale del Cln e di tutti i cittadini liberi.

Il primo direttore responsabile del periodico è Benigno Zaccagnini che proprio in quei giorni lascia l’incarico di presidente del Cln. Gli inizi per la nuova testata non sono facili: i primi tre numeri escono in gennaio a dieci giorni di distanza l’uno dall’altro, poi più nulla nel mese di febbraio. La stampa del giornale viene bloccata a causa delle grandi difficoltà incontrate nel rifornimento di carta.

Tuttavia da marzo il giornale ricomincia a circolare e da qual momento riesce sempre a mantenere la sua cadenza settimanale.

Democrazia si presenta ai ravennati come un foglio unico con quattro o cinque colonne, stampato fronte retro. Nel periodico del Cln compaiono articoli di politica interna ed estera, resoconti sull’andamento della guerra e su tutti i fronti di combattimento, in particolare su quello del fiume Senio. Alcuni svolgono il ruolo di corrispondenti dalle trincee, arricchendo l’edizione settimanale con i propri bollettini.

Spesso in zona di guerra il giornale del Cln viene distribuito alla Divisione “Cremona”, la formazione italiana che sarà poi strettamente legata alla 28^ Brigata “Mario Gordini”, scambiandolo con il periodico del reparto, La Spiga.

liberazione RavennaSulle colonne del giornale si leggono articoli di commemorazione dei martiri antifascisti e ricordi degli eroi e delle battaglie partigiane. Ma Democrazia non è solo un giornale di guerra. Aiuta la popolazione tramite varie segnalazioni, come il ritorno di reduci e prigionieri; sostiene la ricostruzione e le truppe, spronando chi può ad offrire qualcosa ai meno fortunati. Dal maggio del 1945, terminata la lotta in Italia, il periodico continua a seguire gli eventi bellici fino alla caduta del Giappone e intanto si interessa del processo di epurazione che si stava avviando.

Il 18 agosto del 1945 Zaccagnini si dimette dal suo incarico di direttore responsabile. Al suo posto subentra Roberto Pagnani che continua la direzione di Democrazia fino al 6 aprile 1946, un giorno prima delle elezioni amministrative di Ravenna e nel bel mezzo della campagna politica in vista del fatidico 2 giugno. Democrazia chiude così i battenti, dopo aver dato alle stampe 59 numeri in circa sedici mesi. Aveva attraversato una delle fasi più importanti della storia locale e nazionale, accompagnando la gente di Ravenna nel percorso che li ha condotti da un Paese ancora diviso tra libertà e dittatura ad un’Italia alle prese con un lento e difficile processo di ricostruzione.

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