Iscriversi all’ANPI

Perché iscriversi oggi all’ANPI

L’ANPI la vollero le partigiane, i partigiani e i patrioti che vinsero il nazifascismo.

partigiani_sovieticiDonne e uomini che intesero non disperdere il grande patrimonio di idee che la Resistenza aveva in sé e lo consegnarono agli italiani tutti, che scelsero subito di abbandonare la monarchia per la repubblica e sostituire la dittatura con la democrazia. Da allora l’ANPI è presente in tutti i confronti importanti di carattere storico, culturale e politico, prende posizione e battaglia quando c’è da farlo.

Vederla è facile: nelle ricorrenze delle giornate della liberazione, nelle commemorazioni, davanti alle lapidi e sotto ai medaglieri, ai labari, alle bandiere ci sono partigiane, partigiani, patrioti e giovani.

LANPI è contro ogni tentativo di ritorno del fascismo anche con un nome diverso. E’ contro chi vuole stravolgere la Costituzione.

E’ contro chi vuole accentrare tutto il potere nelle proprie mani e vuole asservire alla sua volontà lo Stato intero.

E’ contro chi froda la legge ma pretende di non essere giudicato. E’ contro un Primo Ministro che ha la pretesa di sciogliere le camere se non viene approvata una legge da lui voluta.

E’ contro chi intitola strade ai repubblichini, chi sostiene che gli antifascisti andavano in villeggiatura e non al confino, chi sostiene che tra repubblichini e resistenti non c‘era differenza.

E’ contro chi intende la politica come mezzo per un arricchimento personale.

E’ contro un Primo Ministro che squalifica l’Italia.

E’ contro chi fa la storia a proprio uso e consumo e poi vuole insegnarla scuola.

L‘ANPI è per la sovranità  popolare.

E’ per una Costituzione sostanziale: una Costituzione applicata interamente.

E’ per la storia che viene dagli istituti storici.

E’ per dire ai giovani che prima il fascismo fece una dittatura violenta che colpiva gli italiani che avevano dignità  politica, poi dichiarò una guerra di aggressione a popoli che erano amici, poi creò la Repubblica Sociale Italiana, un’organizzazione militare illegale che stava con i tedeschi, scesi in Italia ad occuparla.

L’ANPI è con gli italiani che vogliono una Patria basata su diritti e doveri uguali per tutti.

E’ con gli italiani garantiti dalle libertà  sociali, civiche e della persona.

E’ con i partiti antifascisti, i sindacati, le associazioni, i comuni, le province, le regioni.

E’ con chi guarda all’Europa.

E’ con chi non vuole le guerre.

L’ANPI è  con gli studenti, con i ricercatori, con la cultura.

L’ANPI è con il presidente della Repubblica Italiania.

I giovani si iscrivono all’ANPI per tutto questo e altro ancora.

Giovani che sentono il dovere di costruirsi una vita futura in un’Italia di gente per bene, com’erano per bene i resistenti.

 

“…Grazie all’unità , l’Italia è entrata nella modernità , ha preso il suo posto nell’Europa dell’Ottocento e del Novecento, e dopo l’aberrazione del fascismo e la tragedia della guerra ha partecipato alla costruzione della nuova Europa comunitaria. La strada è stata segnata dalla Costituzione repubblicana, che ha legato, in un articolo fondamentale è [il quinto] l’unità  e l’indissolubilità  della repubblica alla promozione e valorizzazione delle autonomie regionali e locali…”

Giorgio Napolitano

Un filo verde, bianco e rosso unisce il Risorgimento alla Resistenza, partigiani-torinocoronamento di una grande lotta nazionale e popolare che ha ribadito non solo principi astratti di libertà , ma ha anche affermato nuovi diritti: diritto al lavoro, all’istruzione, alla sicurezza sociale di tutti gli uomini e di tutte le donne e altro ancora.

La Resistenza ha fatto scoprire la politica e da quelle idee, da quei principi e dai bisogni sociali da cui era nata la lotta di liberazione gli italiani pretesero nuove regole di vita che diventassero una regola per tutti.

Erano diritti nuovi; anche per i fascisti, anche per coloro che, cresciuti nel fascismo, nulla avevano fatto per averli.

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Michele Guerra

NON SENTO LA VOSTRA VOCE IN CITTA’. SAREBBE QUANTO MAI OPPORTUNA. SALUTO, MG

“Riforma del Senato: no alla “‪#‎ghigliottina‬”
Non posso assolutamente tacere di fronte al fatto che al Senato si sia deciso di imporre la cosiddetta “ghigliottina” sulla discussione in atto sulla riforma del Senato, fissando il voto conclusivo, quale che sia lo stato dei lavori a quel momento, all’8 agosto.
È un fatto che considero molto grave (non ho tempo né modo di concordare queste dichiarazioni con la Segreteria e quindi me ne assumo la personale responsabilità), che dimostra ancora una volta che non si è compreso che la Costituzione e le norme che tendono a modificarla non sono leggi come le altre, ma fanno parte di quel complesso normativo che è la base di tutto il sistema e della stessa convivenza civile.
Se la Costituzione impone maggioranze molto qualificate per l’approvazione delle modifiche, se vuole due letture consecutive da parte di ogni Camera, se prevede che tra la prima e la seconda lettura ci deve essere uno spazio “di riflessione” di tre mesi, questo significa che si vuole una discussione approfondita, su tutti i temi, che ciascuno possa riflettere, decidere, votare (anche secondo coscienza), che vi sia dibattito, confronto e meditazione. Non è concepibile imporre, in questo contesto, una “tagliola”, fissare dei tempi stretti e inderogabili per l’approvazione. Altrimenti, sarebbe vanificato proprio lo sforzo del legislatore costituente di fissare quella serie di regole che ho indicato prima.
La “ghigliottina” è strumento delicato ed eccezionale per qualsiasi legge; ma, a mio parere, è addirittura improponibile ed inammissibile per leggi di modifica costituzionale.
Si obietta che ci sono moltissimi emendamenti e c’è chi fa l’ostruzionismo. La risposta è facile: nella prassi parlamentare sono notissimi anche gli strumenti più volte adottati, nel tempo, per contrastarlo; ma sono strumenti tipicamente collegati ad una prassi “ordinaria”, totalmente diversi dalla ghigliottina, che è – e resta – strumento eccezionalissimo e in ogni caso mai applicabile alle modifiche costituzionali. Perché, dunque, ricorrere proprio allo strumento peggiore e inammissibile (nel caso specifico), in una materia così delicata? Davvero, gli spazi della democrazia, in questo modo, si riducono ancora una volta, tanto più che stiamo parlando di un provvedimento di riforma costituzionale che, inusualmente per questa materia, proviene dal Governo e di una data che per primo ha fissato il Presidente del Consiglio, dunque di un passivo adeguamento almeno di alcuni gruppi parlamentari alla volontà dell’esecutivo.
Tutto questo non va bene , non è assolutamente accettabile e delinea prospettive, per il futuro, quanto mai preoccupanti.”
Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
http://www.anpi.it/riforma-del-senato-no-alla-ghigliottina/

ignazio

Sento il desiderio di manifestare al glorioso partigiano Jader tutta la mia solidarieta’ dissociandomi dalla e ingiurie che Ancarani gli ha rivolto. Viva la Resistenza i partigiani. Grazie a loro siamo un paese libero!!

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