Solidarietà al ferito di Genova, contro le squadracce fasciste!

Carissimi iscritti ANPI,

carissimi democratici tutti,

questa per rimarcare ancora una volta quanto il neofascismo (espresso in variegate sigle) sia diventato pericoloso e usi violenza su cittadini, istituzione e soprattutto su militanti ANPI, oggi più di ieri baluardo di democrazia.

L’occasione ci viene dai fatti di Genova, peraltro città medaglia d’oro come la nostra Ravenna, dove in piazza Tommaseo, nel quartiere Foce, alcuni militanti fascisti inquadrati come le ben note squadracce hanno aggredito attivisti antifascisti (a tutt’oggi il referto del giovane ferito dice che con
ogni probabilità è una ferita da coltello).

Al ferito va la solidarietà della città di Bulow. E sottoscriviamo le parole di Carla Nespolo quando dice: “… atto gravissimo che svela ancora una volta come la violenza sia connaturata al fascismo e faccia parte della sua mentalità. È in corso un’escalation da parte dell’estrema destra che va fermata”.

È questo il momento di un’ATTIVA UNITÀ ANTIFASCISTA

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Marcia della Pace: domenica 31 dicembre da San Rocco alla Chiesa di Santo Spirito

Parteciperà l’arcivescovo monsignor Ghizzoni assieme ai rappresentanti delle confessioni religiose. Un gruppo di richiedenti asilo si unirà al corteo a Santa Teresa

Migranti e rifugiati al centro della tradizionale Marcia della Pace in programma il 31 dicembre con partenza alle 15 dalla chiesa di San Rocco. Come gli altri anni, è stato il messaggio del Santo Padre per la 51esima Giornata della Pace (“Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace”) ad ispirare il tema della manifestazione che, come gli anni scorsi, l’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato organizza insieme a tutte le comunità religiose che professano a Ravenna.

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73esimo anniversario della Liberazione, il sindaco deciso: “Revochiamo la cittadinanza onoraria a Mussolini”

“A Ravenna c’è un dibattito aperto da anni: tante città, tra le quali anche Ravenna, durante il fascismo furono costrette a dare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Qualche anno fa in consiglio comunale si aprì un dibattito sul revocare questa cittadinanza: il consiglio decise di lasciarla come “monito”. Si pensava fosse archiviato definitivamente quel germe, che non si dovesse più aver paura del ritorno del fascismo: oggi, invece, questo dibattito si è riaperto in una fase in cui questi valori si sono riaffermati con forza. In piazza tornano a sventolare bandiere nere e a organizzarsi commemorazioni fasciste, ma si può essere fascisti anche in tanti altri modi, essendo razzisti o ignorando i problemi altrui, quindi io auspico che anche la nostra città possa dare un segnale chiaro revocando la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, che non è mai stato cittadino onorario di Ravenna e mai lo sarà”.

Il sindaco Michele de Pascale, durante i festeggiamenti per il 73esimo anniversario della liberazione di Ravenna dal nazifascismo ad opera delle truppe alleate e dai partigiani italiani della 28esima Brigata Garibaldi, pre-annuncia una notizia di sicuro interesse. Continue reading 73esimo anniversario della Liberazione, il sindaco deciso: “Revochiamo la cittadinanza onoraria a Mussolini”

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Saluto dell’ANPI Nazionale alla manifestazione nazionale della CGIL del 2 dicembre 2017

Care amiche e amici della CGIL,

vi giunga il saluto dell’ANPI in questa vostra giornata di mobilitazione nazionale.

La piena realizzazione dei diritti sociali, in particolare un lavoro dignitoso per i giovani unitamente ad un civile sistema pensionistico, restano il fondamento di una società libera e giusta.

L’auspicio della nostra Associazione è che si giunga presto, anche col vostro impegno e la vostra lotta, a soluzioni solide e condivise.

LA PRESIDENZA E LA SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

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La Sindaca di Crema: “Sì alla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini”


30 Novembre 2017

Il parere positivo della prima cittadina giunto a seguito della richiesta di ANPI, Artcolo 1-Mdp, SI, Rifondazione comunista, ESB, CUB. “La memoria va esercitata correttamente”

“La delibera del 1924 con la quale l’allora consiglio di Crema ha eletto a cittadino onorario Benito Mussolini è stata una scoperta. È bene premettere questo fatto: non eravamo al corrente di questo documento, così lontano nel tempo. Ora però che lo sappiamo, non possiamo fare finta di nulla”. Così il sindaco Stefania Bonaldi interviene sulla richiesta di revoca promossa da Rifondazione, Sinistra, Anpi, Cub ed Usb.

Inappellabile giudizio

Come spiega il sindaco “su Mussolini e il fascismo la Storia ha già espresso il suo inappellabile giudizio, non è a questo compito che possiamo sentirci chiamati. Noi, prima ancora da cittadini di una democrazia consapevole che in qualità di amministratori, siamo chiamati ad esercitare nella maniera corretta la memoria, un compito che richiede un impegno costante perché in caso contrario la Storia si impasta in un grumo indistinto di avvenimenti, tutti dello stesso tenore e falsamente equivalenti, la via più diretta per arrivare alla neutralità che, insegnava Elie Wiesel, “favorisce sempre l’oppressore, non la vittima”.

La revoca

“Per questo motivo personalmente credo che il giudizio della Storia ci chiami ora alla approvazione dei “decreti attuativi”, revocando di conseguenza quella onorificenza. Ciò detto – conclude il sindaco – la competenza resta del Consiglio Comunale e sarà in tale sede democratica che, insieme a tutti i rappresentanti eletti, formalizzerò la mia posizione, secondo quanto ho espresso e secondo ciò che la mia coscienza e la mia cultura democratica mi suggeriscono”.

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